Avellino #cittàideale: progetti e persone per una nuova comunità

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Maria Rusolo

“Un uomo può morire, le nazioni possono sorgere e cadere. Ma un’idea sopravvive.” 

Chi pensava che il nostro addio fosse un abbandono alla politica, ha forse fatto i conti senza l’oste, o forse più semplicemente non conosce la sottoscritta ed i suoi compagni di “ventura”. Già in occasione della presentazione dell’ultimo libro del senatore Vannino Chiti, l’evento vedeva accanto alla sigla di Eudem, quel piccolo puzzle colorato chiamato Avellino #cittàideale. Ebbene in queste ore stiamo lavorando al manifesto di questo nuovo Progetto, che al suo interno vedrà tante tessere di un puzzle ricomporsi per ricostruire il senso di una Comunità, ormai dissolto.

Nel nome un condensato della nostra storia umana e politica, nessuno di noi potrà mai dimenticare il metodo appreso nel lungo cammino politico, che ci ha visto parte integrante dei Luoghi Ideali di Fabrizio Barca; nessuno potrà dimenticare quanto appreso nel mondo delle associazioni, nella costruzione di visioni culturali in una città sempre più complessa, e caratterizzata da interessi che si intrecciano e sovrappongono, in totale dispregio del minimo senso di apparenza e di moralità; nessuno potrà mai imputarci il non amore per la nostra città. E con questo spirito che nasce  l’associazione, contenitore fatto di persone, progetti, un mare di anime in movimento che da sempre hanno vissuto e viaggiato anche in direzioni contrapposte e che oggi sentono il bisogno impellente, di costruire una nuova storia fatta di uomini e donne, di persone innanzitutto, troppo spesso accantonate.

Il gioco che ha caratterizzato gli ultimi decenni della nostra storia politica, sociale e culturale, ha perso di vista il concetto di Umanità, che è base da cui partire per la costruzione di qualsiasi vero processo democratico, i numeri, le leggi della finanza, gli interessi, le visioni di classi sociali dominanti hanno creato un mondo a loro immagine e somiglianza, lasciando dietro, gli ultimi, gli emarginati, i deboli, i giovani. Il futuro ha assunto una connotazione spazio-temporale irraggiungibile, quasi irrealizzabile, la speranza da troppi invocata ha finito per essere un ottimo slogan per qualche pubblicità progresso, senza mai riempirsi di contenuto consistente. Tutto è diventato fluido, cancellando ogni spazio di discussione e di rappresentanza, e dalla necessità di riappropriarci degli spazi fisici di confronto che nasce l’idea di Avellino #cittàideale, non vogliamo e non possiamo lasciare agli altri il potere di vivere e di decidere, noi vogliamo sollecitare chi amministra la città a vivere il proprio compito e ruolo, in ossequio ai principi di legalità e trasparenza; vogliamo spingere i cittadini, a comprendere che la cittadinanza attiva non è solo un diritto, ma è soprattutto un dovere, come l’aria che respiriamo.

Le città intelligenti, per usare un termine alla moda smart, sono quelle che hanno cittadini consapevoli, che vivono le piazze come luoghi di aggregazione, e che pretendono servizi efficaci e efficienti, che non hanno la periferia come limite, ma come risorsa, che vivono la cultura e la scuola come crescita delle future generazioni,che non sono abitate solo da persone anziane, ma che creano occasioni e vivono come aspirazione il futuro dei giovani.

Forse stiamo costruendo un progetto troppo ambizioso, immaginiamo i commenti, a cui ormai siamo abituati da vent’anni di militanza nella politica, e nel mondo delle associazioni; ci sentiamo di dire, senza alcun timore, che vogliamo sognare in grande, perché a grandi sogni corrispondono grandi risultati, e noi siamo più che certi che ogni risultato arriva se ci si crede profondamente e con onestà. La nostra terra ha bisogno di un orizzonte a cui guardare, perché sta morendo, e non vogliamo risvegliare le menti di chi oggi si sente isolato, da una comunità che non parla che il linguaggio della sopravvivenza, del “ tiriamo annanzi”.

Noi abbiamo sempre creduto che nessun regime possa essere eterno e che ogni rinnovamento sia innanzitutto un rinnovamento culturale, un rinnovamento che parte dal basso. Non ci piacciono le etichette culturali, ma soprattutto crediamo che per ricostruire un legame di fiducia tra gli esseri umani e trasformarli in cittadini consapevoli, occorra mettere al centro dell’attenzione pochi e fondamentali punti di forza. Quali? Li scopriremo insieme, ma possiamo dire con assoluta certezza che in ogni cosa una condizione necessaria ma non sufficiente, è quella di costruire uno spazio bello e trasparente, per poi riempirlo di contenuti.

Avviamoci, quindi ci attende un lungo cammino da percorrere insieme.

“Quelli che rendono impossibili le rivoluziono pacifiche rendono le rivoluzioni violente inevitabili.” 

Maria Rusolo 

Avellino #cittàideale

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