AVELLINO / Palpeggia e terrorizza l’alunna: arrestato il professore-orco -Video

0
1214

L’orco, questa volta, è un professore, un docente di un istituto superiore del capoluogo irpino, una persona che dovrebbe insegnare agli altri i buoni comportamenti e le buone maniere. Invece si era invaghito, nel modo più schifoso possibile, di una sua studentessa, fino a renderle la vita impossibile. Lui 40enne, lei di 16 anni. Entrambi residenti nella provincia di Avellino, per fortuna non nello stesso comune.

Lui, adesso, è agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale, stalking e atti persecutori. Lei, invece, dovrà dimenticare, si spera il più in fretta possibile. Questa brutta e torbida vicenda ha avuto inizio ad ottobre scorso. La ragazzina, dopo scuola, per tornare a casa prende il pullman ogni giorno. Sempre lo stesso mezzo, sempre lo stesso orario. Vita normale, routine. Ma ad ottobre, come detto, si rende conto di essere seguita da quell’uomo. Lui la guarda, la guarda in continuazione. Prova anche ad avvicinarla, non si sa bene il perché.

La ragazzina non dice nulla. Porta con sé per un po’ quel “segreto” e quella preoccupazione. Ma non può più tacere, quando, a novembre,  incontra il 40enne nei corridoi della sua stessa scuola: è un professore. L’ansia l’assale e, questa volta, racconta tutto prima ad alcuni docenti, poi ai genitori, infine al dirigente scolastico. La ramanzina al professore sembra servire. Per mesi l’incubo sembra essere finito. Ma purtroppo non è così. A marzo ritorna alla carica. Sempre su quel maledetto pullman. Questa volta l’uomo si siede vicino alla ragazzina ed inizia a palpeggiarla, le tocca le gambe.  Alla scena assiste anche un compagno di scuola della ragazzina che cerca di tranquillizzarla. Il professore per fortuna scende dal pullman, la 16enne ed i genitori lo denunciano. Dopo pochi giorni e dopo aver raccolto una serie di testimonianze, i carabinieri lo arrestano. Il timore è che ci possano essere altri casi simili, visto che la ragazzina ha raccontato che lo stesso episodio avrebbe visto protagonista un’altra ragazzina.

Per questo motivo, il comandante provinciale dei carabinieri, Massimo Cagnazzo, invita altre studentesse a raccontare tutto ai familiari ed ai carabinieri nel caso in cui abbiano subito violenze sessuali o episodi simili.

 

Print Friendly, PDF & Email