Avellino, Passariello (FdI): “Non sparo sul mio partito ma critico il sostegno a Preziosi”

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Ad Avellino la corsa alla carica di sindaco entra nel vivo e non accenna a placarsi la polemica intorno alla lista presentata da Fratelli d’Italia a sostegno di Dino Preziosi. Dopo la conferenza stampa di ieri indetta dall’associazione “Avellino appartiene a noi” alla presenza del presidente Arturo Meo, di Giovanni D’Ercole, del candidato alla fascia tricolore della coalizione di Centrodestra, Sabino Morano, e di alcuni fuoriusciti dal partito di Giorgia Meloni, abbiamo deciso di chiamare in causa l’on. Luciano Passariello, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale.

On. Passariello, nell’incontro di ieri sono piovuti siluri verso Fratelli d’Italia, rea di aver compiuto una scelta che ha rischiato seriamente di minare l’unità della coalizione di centrodestra.  Come giudica il comportamento del suo partito ad Avellino?

È una situazione delicatissima quella creatasi all’interno di Fratelli d’Italia ad Avellino. Io non sparo sul mio partito, ma critico il sostegno di FdI al candidato sindaco Dino Preziosi. D’Ercole secondo me aveva tutte le carte in regola per rappresentare la nostra area. Chi ha organizzato la lista ad Avellino ha commesso senza dubbio un errore di valutazione e credo non abbia informato in maniera adeguata i vertici nazionali del partito. FdI dappertutto sta puntando sul rinnovamento, solo ad Avellino si è andati a scegliere un decaduto ormai privo di consenso. Abbiamo perso un’occasione.

Intanto ad Avellino si è consumata una frattura all’interno del suo partito. Alcuni storici militanti di FdI, ora fuoriusciti, sostengono di aver chiesto ed invocato a gran voce un congresso per la scelta delle candidature e della coalizione ma nessuna risposta è arrivata, neanche dai vertici regionali…

Ogni territorio ha l’autonomia politica di fare delle scelte. Io non potevo intervenire nelle scelte di Avellino, ma posso dire la mia su un’alleanza che ritengo sbagliata e priva di prospettiva. Io credo che Preziosi abbia il placet del partito a livello locale ma ritengo che a Roma non conoscano la sua storia e cosa rappresenti Preziosi ad Avellino. Fratelli d’Italia è da sempre in prima linea contro gli sprechi e i privilegi e io in questi anni, da presidente della commissione d’inchiesta sulle società partecipate e gli enti strumentali della Regione Campania, ho portato avanti una dura battaglia contro Preziosi e la sua pessima gestione dell’Air.

Lei, quindi, non condivide il sostegno del suo partito a Preziosi. Ci spiega perché?

Vede, Preziosi per la sua storia politica e manageriale non ha nessun punto di contatto con la nostra tradizione. Come si fa a consegnare il simbolo FdI a sostegno di un candidato che non ha mai militato a destra?

Ce lo dica lei…

Credo che il coordinatore di Avellino non abbia comunicato a Roma il reale profilo di Preziosi.  Per tre anni  ho acceso i riflettori sugli sprechi di fondi pubblici da parte dei vertici dell’Air, cercando di fare chiarezza su delle operazioni poco trasparenti. Le autostazioni incompiute di Grottaminarda ed Avellino rappresentano l’emblema di una gestione poco oculata di fondi pubblici. Io non polemizzo con l’uomo ma porto avanti un battaglia contro quello che rappresenta, quello che ha rappresentato Preziosi ad Avellino. Quando sono stato eletto in Consiglio Regionale il presidente dell’Air guadagnava 450mila euro all’anno, più di Obama. Con il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale siamo riusciti ad ottenere una riduzione del suo stipendio, portandolo da 450mila a 240mila euro. Quando poi la società ha deciso di licenziarlo, abbiamo accolto la notizia con enorme soddisfazione. Ora mi domando e dico: “Se questa è la storia dell’uomo e la storia della battaglia di Fratelli d’Italia in Campania, come si può pensare che io possa condividere il sostegno del mio partito a Preziosi?”.

Lei crede che Preziosi possa drenare consenso alla coalizione di centrodestra?

Preziosi se ha preso dei voti in passato, questi erano frutto del ruolo che ricopriva. Sappiamo bene che in passato ha inserito nelle sue liste dipendenti della società che rappresentava. È chiaro che da dirigente d’azienda aveva un certo ascendente sui dipendenti. Oggi io credo che Preziosi rappresenti solo se stesso. Non credo che ad Avellino questa scelta porterà a nulla, salvo che all’elezione dello stesso Preziosi. La lista di Fratelli d’Italia l’ho guardata e non mi sembra solida. Noi dovevamo approfittare di questo particolare momento politico puntando su candidati di rottura per emergere. Invece, ad Avellino abbiamo fatto l’alleanza con un ex dirigente d’azienda pubblica prima nominato da De Mita e poi dallo stesso scaricato. Il mio partito ad Avellino non ha sfruttato l’occasione di mettere al centro della politica l’interesse del cittadino. Sono molto dispiaciuto e amareggiato, ma da uomo di partito non posso far altro che prendere atto della scelta di Fratelli d’Italia ad Avellino e di conseguenza invitare tutti i militanti a sostenere la nostra lista.

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