Santoro: “Con SiPuò per una città viva e diversa”

0
1591
Rossella Santoro

“Avellino è una città invivibile, oggetto di uno scempio sistematico da parte dell’amministrazione uscente. Ma ciò che mi lascia ancor più interdetta è la tracotanza di certi soggetti che, mai sazi, proseguono imperterriti a ritenere gli avellinesi un gregge di pecore da poter guidare senza difficoltà. Dimenticano che siamo irpini, e che l’etimo del nostro nome è lupo, non pecora”. Rossella Santoro, logopedista, laureata in Scienze della Comunicazione, da oltre un ventennio si occupa di disabili e fasce deboli. Ha deciso di candidarsi nella lista “SiPuò” con candidato sindaco Nadia Arace.

“In questi giorni abbiamo avuto la dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora il bisogno, di quanto la candidatura di Pizza si ponga in una linea di continuità con la gestione precedente. Dalla formazione delle liste, al caso scrutatori fino alla rivolta dei decariani, il candidato sindaco del PD ha dimostrato appieno la sua impotenza nei confronti di un’armata scomposta che nel malaugurato caso dovesse sedere in maggioranza metterà in atto gli stessi clichè visti negli ultimi cinque anni, un teatrino al quale nessuno di noi avellinesi vorrebbe mai più assistere”.

“Noi di Sipuò partiamo da un piccolo patrimonio costruito in questi 5 anni di opposizione, dalle mozioni presentate in consiglio comunale che, se oltre ad essere approvate pro-forma, fossero state messe in atto avrebbero già migliorato la vita della città. Abbiamo in mente una città che ponga al centro i cittadini, le famiglie e le loro necessità. Il nostro programma prevede misure concrete e fattibili: un piano casa con affitti calmierati, micro-nidi di quartiere diffusi, progressività fiscale con riduzione della Tari per le famiglie con un reddito Isee che non superi i 15000, bonus per le famiglie da spendere in botteghe di quartiere, diritto allo studio e piano di viabilità cittadina. Ma anche progetti di mutuo scambio e collaborazione tra fasce diverse di cittadini. Penso in particolare ai disabili, agli anziani e alle fasce deboli in generale, ad una loro reale integrazione nel tessuto sociale, a percorsi di autonomia che li accompagnino nel loro progetto di vita. Dalla mia esperienza professionale ultraventennale ho imparato l’efficacia di misure semplici, che non si limitino alla mera assistenza, ma che abbiano una visione più ampia basata sulla cultura della tolleranza, sull’empatia e sulla collaborazione reciproca, con immediata ricaduta sul benessere delle famiglie”.

“Pensiamo ad una città che possa riappropriarsi del suo ruolo di capoluogo, capace di produrre cultura: ad un teatro davvero comunale dove le compagnie locali possano proporre laboratori e che rappresenti una vetrina per gli spettacoli delle compagnie della provincia, alla Biblioteca provinciale come “Piazza del sapere” (peraltro oggetto di una mozione già approvata), alla vocazione dell’Eliseo di casa di produzione cinematografica, scuola delle arti del cinema”.

“I cittadini avellinesi – conclude Santoro – oggi hanno una grande possibilità, tutti quelli che hanno contribuito al declino di questa città sono nelle liste a sostegno di Pizza, oggi possiamo liberarcene in un colpo solo e riacquistare una volta per tutte la nostra dignità di cittadini”.

Print Friendly, PDF & Email