In Campania non c’è spazio per i laureati: addio a 54mila giovani in 10 anni

    0
    943
    sos lavoro

    Laureati addio, in dieci anni la Campania ha perso 54mila giovani. La «fotografia» economica della Campania emerge dal rapporto di Bankitalia sull’economia regionale presentato a Napoli. Secondo gli analisti la la Campania è stata una delle regioni italiane più pesantemente colpita dalla grande crisi economica e finanziaria, con una perdita di quasi 15 punti di Pil tra il 2008 il 2013.

    Allo stesso tempo è tra le regioni ad aver, finora, mostrato il maggior dinamismo nella fase di ripresa, recuperando nel triennio 2014-2016, oltre 4 punti percentuali di Pil rispetto livelli pre-crisi. Per il manifatturiero la produttività dipende da innovazione, tecnologia, governance, competenze manageriali.

    Nel 2017 le esportazioni campane, valutate a prezzi correnti, sono aumentate con ritmi simili a quelle dell’anno precedente: 4%. Ma il dato drammatico riguarda la fuga dei cervelli: dal 2006 al 2016, circa 12 ragazzi ogni 100 residenti sono andati via dalla regione. Durante gli studi e a quattro anni dalla laurea, già in fase di immatricolazione si registra una mobilità netto a sfavore degli atenei campani. Tra i fattori che contribuiscono alla migrazione dei cervelli il livello contenuto della domanda di lavoro di figure professionali coerenti con il percorso di studi compiuto.

    L’indagine indica che nel quinquennio 2012-2016 le assunzioni programmate di personale laureato hanno rappresentato poco meno del 15% del totale, valore più basso rispetto alla media nazionale anche se superiore a quelli delle regioni del Sud. Un simile risultato è osservabile anche riguardo alla domanda di figure destinate a ricoprire posizioni dirigenziali o a svolgere attività tecniche specializzate: pari al 17,8% in Campania, a fronte del 21,9% e del 15,5% rispettivamente nel complesso del paese delle altre regioni meridionali.

     

    Print Friendly, PDF & Email