Professionisti in crisi, piangono anche i notai

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In calo geometri, revisori, periti industriali e architetti, aumentano psicologi, dentisti, avvocati e commercialisti. Rispetto a 10 anni fa, si legge sul “Sole 24 Ore”, le dichiarazioni del 2016 diffuse nelle ultime settimane dal dipartimento Finanze fotografo un netto cambiamento del mondo delle professioni.

Gli psicologi, con 22.240 euro lordi medi, occupano l’ultimo scalino nella graduatoria dei redditi, ma sono anche tra i pochi a dichiarare in media più del 2006 (+6,9%), in un gruppo di testa in cui primeggiano i veterinari: loro sono penultimi in classifica, con 24.720 euro, ma in dieci anni fanno segnare un +31,2 per cento.

Nella media complessiva, la crisi ha iniziato a colpire subito, nel 2007, per poi disegnare un doppio scalino al ribasso nel 2009 e nel 2012-13. La ripresa successiva è stata fiacca e ha fermato il reddito medio del professionista-tipo più in basso del 6,4% rispetto al 2006.

Il primato reddituale dei notai continua a essere fuori discussione, ma in dieci anni la frenata dell’economia si è mangiata in termini reali poco meno della metà del reddito medio. A spiegare questa flessione record, accanto al fatto che l’attività dei notai è per definizione integralmente registrata e dichiarata, c’è la lunga fase nera dell’edilizia, che ha tagliato in modo drastico transazioni e atti.

Redditi ancora lontani dai livelli del 2006 caratterizzano poi avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro, professioni nelle quali la diminuzione delle entrate medie si è accompagnata a un ampliamento della platea.

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