Fca, nuovo modello a Pomigliano. Pratola Serra al palo

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    Si produrranno in Italia nove degli undici modelli previsti per l’Europa e questo permetterà di raggiungere la piena occupazione entro la scadenza degli ammortizzatori sociali. “Entro un anno Mirafiori e Pomigliano avranno un nuovo modello”, precisa Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim dopo il confronto tra la direzione di Fca e il Comitato Aziendale Europeo (Cae) in rappresentanza degli oltre 80.641 dipendenti del Gruppo.

    Ai lavori durati due giorni al Lingotto hanno partecipato, oltre le rappresentanze sindacali italiane, le delegazioni di Polonia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Repubblica Ceca e Spagna ed è intervenuto il responsabile Emea di Fca, Alfredo Altavilla.

    “Questo rappresenta per noi un elemento di rassicurazione – ha detto Uliano – rispetto le situazioni più critiche in termini occupazionali. Sarà nostra cura monitorare nei prossimi mesi lo stato di avanzamento del piano in particolare in rapporto all’utilizzo degli ammortizzatori che dovranno essere di accompagnamento agli investimenti e all’implementazioni delle nuove produzione”.

    La Fiom, “ribadendo la preoccupazione per la situazione produttiva e occupazionale degli stabilimenti di assemblaggio di Torino, Modena e Pomigliano, a cui si aggiungono incertezze sullo stabilimento di Pratola Serra, in seguito alla progressiva dismissione dei motori diesel, ritiene indispensabile l’apertura di un confronto generale in cui venga fornita visibilità sugli investimenti previsti al fine di anticipare un’eventuale drammatizzazione legata all’esaurimento degli ammortizzatori sociali disponibili”.

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