Altri 36 milioni per i giovani che fanno impresa in agricoltura

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    Agricoltura
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    È di quasi 36 milioni di euro l’incremento della dotazione finanziaria sul progetto integrato giovani (misure 4.1.2 e 6.1.1) del PSR Campania, il cui bando si è chiuso lo scorso 9 luglio. Lo comunica Coldiretti Campania, esprimendo soddisfazione, a seguito del decreto di giunta regionale pubblicato ieri. In dettaglio, l’incremento per la misura 4.1.2 (investimenti per il ricambio generazionale nelle aziende agricole e l’inserimento di giovani agricoltori qualificati) passa da 90 milioni a 124.938.711,42 euro. La dotazione per la misura 6.1.1 (riconoscimento del premio per giovani agricoltori che per la prima volta si insediano come capo azienda agricola) passa da 50 milioni a 50 milioni e 825 mila euro.

    “Salutiamo con grande interesse – sottolinea Gennarino Masiello, presidente regionale e vicepresidente nazionale di Coldiretti – questo primo provvedimento della Giunta regionale, che coglie la sollecitazione della nostra organizzazione a non deludere le aspettative degli oltre duemilasettecento giovani under 40 che hanno presentato richiesta di finanziamento per il loro progetto di impresa. È un segnale positivo, che va nella giusta direzione e che offre ai tanti ragazzi che guardano al loro futuro in agricoltura un’attenzione concreta. Ogni euro speso per far nascere giovani imprese agricole si moltiplicherà in economia, in lotta allo spopolamento delle aree rurali, in tutela del paesaggio, in difesa dell’ambiente, in contaminazione di valore sociale, in indotto turistico di qualità, in valorizzazione e tutela dei prodotti tipici”.

    “L’incremento delle risorse – aggiunge Veronica Barbati, delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa – ci lascia ben sperare in un esito positivo del bando, che ha già visto tempi lunghi per l’attuazione. Siamo partiti ad ottobre 2017 e abbiamo visto chiudere l’avviso dopo nove mesi. La risposta massiccia dei giovani ha dato ragione a chi come Coldiretti da tempo segnalava un’inversione di tendenza nell’approccio con il primo settore. Senza il ricambio generazionale e la carica positiva di innovazione si rischia di perdere un’occasione storica per la nostra regione. Pertanto ben venga questo immediato segno di attenzione da parte della Regione, che potrà essere rafforzato solo attraverso un processo di verifica nelle istruttorie che premi la qualità progettuale. Infatti solo alla fine dell’istruttoria potremo avere la reale entità del fabbisogno economico”.

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