Gambacorta: “L’Irpinia dei vini è pronta al salto di qualità”

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Torna “Note di Gusto sotto le Stelle”. L’appuntamento con la terza edizione dell’evento è per mercoledì 8 agosto alle 20,30 a Bacoli, presso Villa Sabella. Le piogge e il maltempo annunciato anche per i prossimi giorni in Irpinia hanno convinto gli organizzatori a cambiare l’iniziale location del ristorante-orto “Il Moera” di Avella. L’evento estivo dedicato al food and wine è stato organizzato da Francesco Fusco e Diana Fierro, titolari del ristorante-orto e dell’azienda agricola irpini, in collaborazione con la giornalista enogastronomica Laura Gambacorta.

Non cambia in ogni caso il format dell’evento che esalterà soprattutto le produzioni irpine. Ogni postazione del percorso degustativo sarà caratterizzata dalla presenza di un’azienda e di uno chef, di un pizzaiolo o di un pasticciere. Gli ospiti della serata potranno così assaggiare prima il prodotto tal quale e poi nell’interpretazione dell’artigiano del gusto abbinato. “Note di Gusto sotto le Stelle” sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina de Il Moera grazie al nuovissimo format “FaceFood by D’Angiò” creato dal comico-imitatore Lino D’Angiò in esclusiva per la Gambacorta.

Attenta osservatrice della Campania, Gambacorta è particolarmente legata, anche per una questione di radici, alla provincia di Avellino che segue da anni con passione e competenza. “Rispetto al passato – precisa – è cambiato l’approccio, c’è un’attenzione diversa e una capacità progettuale che lascia ben sperare per la crescita del territorio e dell’economia che ruota intorno all’agricoltura ed alle produzioni di eccellenza”.

Gambacorta, l’Irpinia ha fatto passi in avanti importanti nell’enogastronomia ma, per molti osservatori, resta ancora un’opportunità solo potenziale.

Non sono d’accordo, bisogna credere in quello che si sta facendo e avere pazienza. L’Irpinia ha straordinarie potenzialità che non è sempre facile promuovere oltre i confini nazionali. L’Irpinia è una microrealtà e diventa difficile competere sui mercati mondiali. Nonostante questo, però, si è messo in moto un meccanismo virtuoso significativo che ha dei ritorni importanti anche sotto il profilo della visibilità e della percezione da parte dei mercati e dei consumatori del “made in Irpinia”. Anche il fatto che l’Irpinia si sia ritagliata uno spazio tutto suo al “Vinitaly” è un segnale importante che conferma la progressiva crescita del comparto vitivinicolo.

Perchè allora la nostra provincia fatica ancora tanto a fare il salto di qualità? 

Il limite è forse l’incapacità di fare rete e sistema. In altre realtè le rivalità vengono messe da parte in nome di un progetto di crescita che non può non essere condiviso. Al momento ci sono grandi eccellenze che, dopo anni di investimento e promozione, iniziano a fare breccia anche sui mercati internazionali. Per l’Irpinia, intesa come territorio e filiera vitivinicola, la sfida è ancora agli inizi e bisogna pazientare un po’ prima di raccogliere i meritati frutti.

Il cambio generazionale in corso in agricoltura può aiutare?

Senza dubbio: la presenza di tanti giovani che si avvicinano al settore primario è sicuramente un segnale incoraggiante, destinato ad incidere positivamente anche nelle politiche di internazionalizzazione che richiedono professionalità specifiche. Io sono convinta che sia solo un fato di tempo, passione e dedizione: quando si punta sulla qualità i risultati arrivano sempre.

Quanto è cresciuto il turismo legato all’enogastronomia?

Di anno in anno aumentano le cantine della provincia che si attrezzano con punti di degustazione e strutture per l’accoglienza. Un dato che conferma l’attenzione del settore ai flussi turistici. La sfida è trattenere i visitatori in Irpinia, evitare cioè che si affaccino in cantina solo per comprare il vino per poi scappare via. In Irpinia ci sono strutture bellissime che hanno poco da inviduare ad altre realtà che operano in territori più noti. L’Irpinia è pronta al salto di qualità, la strada intrapresa è quella giusta. Bisogna solo insistere e continuare a lavorare seriamente, puntando sulla straordinaria qualità delle produzioni locali.

(ha collaborato Carmela Cerrone)

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