Campania prima per crescita del Pil, ma gli stipendi restano ai minimi

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    Rapporto Svimez

    Il Pil della Campania è cresciuto del 3,2% nel 2016, il migliore incremento di tutte le Regioni italiane. È la fotografia scattata da Bankitalia che ha diffuso oggi un report sull’economia delle Regioni italiane. Al Sud, il Pil è cresciuto dello 0,8% nel 2016 ma, secondo le stime di Bankitalia, guadagna molto nel 2017, con una crescita del Pil dell’1,4%.

    Nonostante la crescita elevata, in Campania il reddito pro capite nel 2016 è di poco superiore ai 18mila euro, perfettamente in linea con il dato di Sud e isole. Peggio della Campania solo Puglia, Calabria e Sicilia. In Nord Est, Nord Ovest e Centro, il reddito pro capite supera mediamente i 30 mila euro ed è più del doppio di quello della Campania in Lombardia (36mila euro) e nella provincia autonoma di Bolzano (42mila euro).

    La Campania ha speso il 4,7% dei fondi europei della programmazione 2014-2020. Nel Sud, dove sono comprese tutte le Regioni meno sviluppate che hanno diritto a stanziamenti specifici per la coesione territoriale, la Campania fa registrare una delle performance peggiori. Fa peggio, infatti, solo la Sicilia, con una spesa pari allo 0,8%.

    Il tasso di disoccupazione, sempre secondo le stime di Bankitalia, registrato in Campania nel primo semestre del 2018 è pari al 21%, in lievissimo aumento rispetto al 2017, quando era fermo al 20,9%. La performance negativa della Campania si può leggere dal raffronto rispetto alla media italiana che presenta una disoccupazione all’11,1% nel 2018.

    Sul versante del lavoro femminile la Campania, insieme a Calabria e Sicilia, detiene il record peggiore con un’occupazione del 30,2% nel primo semestre 2018, al di sotto della media nazionale che raggiunge il 49,5%.

     

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