Aquilonia, è conto alla rovescia per il festival della papera alla spadona dell’oste-chef Gerardo

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Siamo ogni giorno bombardati con proposte di cibo, caratterizzate da termini nuovi e accattivanti, come showcooking o confort food, ma poter gustare il cibo preparato con semplicità, senza fronzoli, riscoprendo il piacere di mangiare è un’altra cosa.

La tradizione culinaria irpina trionfa nel borgo storico di Aquilonia, nella parte vecchia, conosciuta come “Carbonara”, l’antico nome del Paese che deriva dalla significativa presenza di minerali. Il nome Aquilonia fu conferito alla nascita del Regno d’Italia, nel 1861, per fare dimenticare, per così dire, il suo passato reazionario. Sembra che fosse terra di patrioti filo borbonici, come Carmine Crocco, che non si arresero all’esercito piemontese.

La cucina ad Aquilonia fa rima con Gerardo D’Annunzio, l’oste di “Nuova Carbonara”, uomo dalla grande corporatura, un personaggio sicuramente da conoscere. Gerardo ha voluto fortemente far rinascere questa parte di Aquilonia, gestendo dal giugno 2016 una struttura del comune ribattezzata “Nuova Carbonara da Spadone”.

Nell’ottica di far conoscere ai più questa enclave Irpina, ricca di storia, si diverte nel ricercare e sperimentare proposte gastronomiche “bizzarre”. Domenica 11 novembre ha intitolato il suo menù “W la papera”. Insieme alla sua cucina è l’attrazione del luogo, il fascino di poter mangiare tra le rovine e fare un salto nel passato. La papera muta o muschiata è una delle prelibatezze del territorio che l’oste-chef ogni giorno cerca nelle piccole realtà produttive irpine, deliziando i suoi commensali.

L’ambiente è semplice, i piatti serviti senza fronzoli o esperienze creative e sensoriali, se non quelle garantite dal profumo degli ingredienti e di una cucina di grande qualità. Il vino è rigorosamente prodotto dal suo viticoltore personale Franco Raffaele di Castelfranci.

Ad Aquilonia sembra che il tempo non sia mai passato, come se la vita avesse dato a questa piccola e suggestiva comunità il dono di cucinare la papera come a Pelé quello del pallone.

Nella mia mente e nei miei pensieri affiorano immagini di una ristorazione antica senza social, senza gastronomi e critici, senza le riviste. Gerardo esce come da un “piccolo mondo antico”. Tutto ciò, e tanto altro ancora, è il festival della “papera alla spadona”. Un appuntamento da non perdere.

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