Blockchain e agrifood. Smau Napoli, ecco la Campania che non ti aspetti

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13-14 dicembre 2018, la Mostra d’oltremare, col patrocinio della Regione Campania e del Ministero delle attività produttive, rinnova l’appuntamento con lo Smau Napoli.

Il tema dominante? Innovazione per le aziende, con una particolare attenzione alle vocazioni territoriali della nostra regione, turismo e filiera agroalimentare.

In questo ambito, trovi la Campania che non ti aspetti, ossia una regione molto attiva nello sviluppo di processi di innovazione basati sulla Blockchain.

Di grande interesse è stata, in tal senso, la presentazione del progetto di tracciabilità della filiera bufalina che ha visto coinvolte l’IZSM, il MIPAAF, la Regione Campania e il Consorzio mozzarella di bufala Dop. Questo progetto attraverso la tracciabilità delle informazioni registrate sulla storia del prodotto, garantisce gli stakeholder di settore e di mercato circa la sicurezza dei prodotti, certificati e sani. La certificazione parte addirittura dai mangimi somministrati alle bufale, passando poi per le condizioni di allevamento, per la produzione del latte (esclusivamente campano), per il trasporto di quest’ultimo per arrivare poi alla trasformazione e distribuzione. Questa concreta applicazione ha posto la regione Campania alla ribalta mondiale. Il progetto difatti è oggi utilizzato anche dalle Forze dell’Ordine oltre che dalle Asl ed in almeno due continenti è stato oggetto di riconoscimenti ufficiali.

È molto interessante, inoltre, riflettere su come uno strumento tecnologico come la blockchain*, conosciuta prevalentemente per le criptovalute, stia creando, invece, un indotto che non è solo di natura informatica. Questa innovazione tecnologica, infatti, si sta rivelando fondamentale per incentivare quella che viene definita “agricoltura di precisione” che oggi rappresenta solo l’1% della produzione totale.

Prova ne è l’istituzione di un nuovo corso di laurea, presso la Facoltà di Farmacia della Federico II di Napoli, in “Precision Livestock farming” nel quale l’IZSM eroga due corsi su come la tecnologia si applichi al monitoraggio della qualità, sicurezza e tracciabilità dei prodotti agricoli nonché alla cura dei ruminanti.

Quindi alla diossina, alla terra dei fuochi, le istituzioni campane, hanno contrapposto un progetto virtuoso e unico nel mondo, al momento. Risultato frutto di un lavoro “in rete” tra le varie istituzioni interessate.

Proprio il networking è l’altro tema dominante della prima giornata. In tal senso è stato molto apprezzato il workshop curato da Assoretipmi, associazione di riferimento in Italia delle Reti di imprese. Le reti di imprese sono oltre 5000 in Italia e interessano oltre 30000 imprese. La delegazione campana di Assoretipmi, rappresentata dal professore Francesco Verde, ha voluto porre l’accento sul turismo e lo ha fatto illustrando ai presenti (molti operatori del settore) un progetto già attivo con successo in Puglia proprio attraverso l’applicazione dello strumento della Rete di imprese al settore turistico. Oggi il settore turistico è il settore all’ultimo posto nell’utilizzo dello strumento rete. Il progetto si chiama “Rete del Mediterraneo”. Assoretipmi Campania, per mutuare ed innovare tale esperienza, si è attivata anzitutto con una fase di analisi dell’offerta ricettiva a Napoli. Il passo successivo sarò creare un percorso condiviso anche con le istituzioni per progettare la Rete turistica partenopea e fare scuola ancora una volta partendo dal Sud, insieme alla Puglia…per adesso.

I lavori proseguiranno il 14 con tematiche altrettanto interessanti, quali la marketing sanitario, la realtà virtuale, le Smart city e le Smart Communities.

Di seguito il link dell’evento

https://www.smau.it/napoli18/

*la blockchain è una tecnologia che consente, per essere semplici nella definizione, di creare una “catena” di informazioni. Il vantaggio è che queste informazioni, una volta scritte, si possono solo leggere. Non sono più modificabili e quindi, manipolabili nel tempo.

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