Acqua pubblica e Alto Calore salvi (al momento). Anche grazie al Governo

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Assemblea Alto Calore

Al momento acqua pubblica e Alto Calore sono salvi. Grazie anche al pressing del Governo, che proprio ieri aveva convocato a Roma il management della società irpina-sannita prospettando valide alternative, l’assemblea di questa sera che avrebbe potuto sancire l’ingresso dei privati, è stata rinviata. All’azione governativa, in particolare dei sottosegretari allo Sviluppo Economico, Andrea Cioffi, e all’Interno, Carlo Sibilia, si è unito anche il presidente della Provincia di Avellino, Domenico Biancardi, il quale ha chiesto, ed ottenuto, il rinvio dell’assemblea. Ora partirà subito una richiesta, da parte di Alto Calore, di un tavolo tecnico da tenersi con il Governo, la Regione Campania e la Provincia, che servirà a trovare la soluzione più idonea a salvare la società e, soprattutto, la natura pubblica dell’acqua.

Roma, da parte sua, come si sa, ha dato già la sua massima disponibilità. Cioffi e Sibilia sono stati molto chiari a tal proposito: “Ci sono strade alternative perseguibili alla privatizzazione e al fallimento che possono essere prese in considerazione. Siamo convinti che il dialogo con la dirigenza dell’Alto Calore continuerà nell’intento di tracciare l’iter che impatti, nel minor modo possibile, sui cittadini. Mantenere una gestione pubblica dell’acqua significa, anzitutto, rispettare la volontà degli italiani che, in occasione del referendum del 2011, si sono espressi chiaramente contro ogni forma di privatizzazione” . Dal Governo appare abbastanza chiaro l’intento di voler dare il proprio sostegno all’Alto Calore, come ribadito anche dall’amministratore unico Michelangelo Ciarcia nel corso dell’assemblea di oggi. La sala riunioni è stata presidiata da tantissime associazioni, dai sindacati ed anche da Don Vitaliano della Sala. Mai tanta gente si era vista prima d’ora ad un’assemblea dell’Alto Calore. Il grido è unanime: giù le mani dall’acqua pubblica.

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