L’INCHIESTA / Startup in aumento, cresce la voglia di fare impresa in Irpinia

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    Come (e dove) stanno le startup in Campania? In totale sono 753 le società iscritte alla sezione delle startup innovative del Registro delle Imprese, la maggior parte delle quali divise tra NapoliSalerno, segue Caserta con poco più di un centinaio di imprese appena costitute, mentre chiudono la specifica graduatoria Avellino Benevento, che ospitano appena 51 startup a testa.

    Le due province si collocano come maglia nera regionale, ma anche a livello nazionale non è che godono di buona salute. Il dato è comunque in crescita, basti pensare che 35 delle 51 startup presenti in Irpinia ha iniziato effettivamente il proprio esercizio tra il 2017 e il 2018. Dato più o meno simile anche in provincia di Benevento.

    DOVE CI SONO PIÙ STARTUP INNOVATIVE IN ITALIA?

    In valore assoluto la Lombardia è la regione con il maggior numero di startup innovative: sono 2.425, rispetto alle 9.761 in tutto lo Stivale. Seguono il Lazio (1.079), l’Emilia-Romagna (897), il Veneto (853) e la Campania (753). La nostra regione si colloca prima nel Mezzogiorno e comunque in posizione predominante rispetto a Piemonte (496 startup), Toscana (415) e Liguria (175).

    COSA FANNO LE STARTUP INNOVATIVE IN CAMPANIA?

    La maggior parte delle startup innovative fornisce servizi alle imprese, per esempio producono software e fanno consulenza informatica, fanno ricerca e sviluppo e servizi d’informazione. Un’altra parte opera nei settori dell’industria in senso stretto: quindi fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, macchinari e apparecchiature elettriche. Il resto opera infine nel commercio. In Irpinia 9 imprese appena costituite sono attive nel campo dell’industria e dell’artigianato, 4 fanno commercio, mentre la restante parte si occupa di servizi.

     

     

    LE PRINCIPALI NOVITA’ DELLA LEGGE DI BILANCIO

    L’innalzamento al 40% della detrazione (per le persone fisiche) e la deduzione (per le persone giuridiche) fiscale sugli investimenti in startup;

    L’innalzamento al 50% (dal 30%) della deduzione fiscale per le aziende (che non sono startup innovative) che decidono di acquisire la totalità di quote di startup innovative e di mantenere tale partecipazione per almeno tre anni (finalmente si incentivano le exit).

    Nasce ufficialmente la categoria dei Business Angel, che quindi smette di essere in ‘investitore informale’, con un registro tenuto da Banca d’Italia. Saranno soggetti che investono in modalità professionale almeno 50mila euro in tre anni in startup italiane.

    Sono state semplificate le comunicazioni annuali per le startup, che d’ora in poi invece che verso la Camera di Commercio di appartenenza si dovranno fare sul portale del Mise, quindi meno burocrazia.

    Poi c’è l’istituzione presso il Mise del Fondo per il sostegno del venture capital (dotazione 90 milioni di euro nei primi 3 anni), mentre anche soggetti pubblici potranno «investire in fondi di venture capital direttamente o indirettamente attraverso fondi di fondi».

    Invitalia Ventures passa sotto il controllo di CDP, riceverà il centinaio di milioni che questa manovra assegna al MiSE come fondi di Stato per il settore, il MiSE acquisirà una partecipazione minoritaria della SGR che oltre a fare investimenti diretti costituirà anche il Fondo di Fondi nazionale. Inoltre lo Stato si impegna a veicolare ogni anno il 15% dei dividendi delle partecipate statali in Venture. Quindi tra soldi di Stato, soldi di CDP, soldi in arrivo grazie al punto precedente, supereranno facilmente il miliardo di euro, e soprattutto con ricorsività. Soldi che verranno a loro volta parcellizzati in decine di fondi privati di Venture Capital, affiancandoli ad altra raccolta, quindi avendo un positivo effetto moltiplicatore sul settore.

    I PIR, i Piani Individuali di Risparmio, strumenti di incentivazione che mettono una parte della raccolta in economia reale e che lo scorso anno si sono riversati quasi solo in Borsa, dovranno girare un 5% di questa raccolta in Seed e Venture Capital. Si aggiunge alla liquidità del sistema un importo stimabile in 500 Milioni di Euro.

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