Sbarca sul mercato il jeans affinato con il vino irpino

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Nasce il jeans affinato con il vino, aglianico irpino per l’esattezza. E’ un jeans made in Calitri, un denim unico nel suo genere che mette insieme in questo singolare processo creativo, 3 settori territoriali: moda, concia e comparto vitivinicolo. A partorire l’idea, il vulcanico e sempre più creativo Salvatore Caruso, patron della griffe calitrana “Nelle Grandi Fauci” che, in collaborazione con la cantina ‘7 Bello’ di Materdomini e la Vietri Leather di Solofra, ha dato vita ad un nuovo denim: unico capo ora in Europa per il processo applicato dopo la fase di lavorazione. Il trattamento ha uno stampo decisamente ecologico e non industriale: il pantalone viene immerso più volte in dei tini pieni di segature di origine vegetale (nella fattispecie miscele di cortecce d’albero): un preparato che comunemente viene impiegato per il trattamento della pelli conciarie. Ma, in questo caso, il jeans non viene successivamente lavato chimicamente. Ma bollito in soluzioni d’acqua a diverse temperature.

Cosa nasce da questo esperimento? “Il denin – spiega Caruso – assume così diverse nuance che dipendono dalle tipologie di segature utilizzate, con varietà di colori possono spaziare dal marrone fino al rosa”. “Inoltre – continua – nella fase di bollitura, il tannino penetra nella fibra, facendo diventare il tessuto del pantalone venti volte più resistente di un jeans tradizionale. In più questo trattamento, non solo rende il denim più longevo nel tempo, ma anche idrorepellente, pertanto impermeabile all’acqua”. E non finisce qui. L’ultimo step ha il sapore del vino nostrano. Terminato questo iter, il jeans (che fra qualche mese sarà lanciato nel mercato internazionale) viene affinato, immergendolo nuovamente in recipienti, questa volta, pieni di un aglianico di risulta, rigorosamente irpino. Così da dare al capo una struttura finale, figlia del territorio.

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