Pagarsi l’Università giocando ai videogames. Ecco l’idea di una startup irpina

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Pagarsi l’Università giocando ai videogiochi. Fino a un anno fa una frase del genere non poteva che essere una boutade e invece, nel 2017, è diventata realtà grazie all’intuizione di Gianpiero Miele, giovanissimo lauerato di Economia e ideatore della startup con sede a Mercogliano Gamerwall.

E’ la prima società al mondo che unisce e bilancia l’universo dei videogiochi con quello dell’università. L’intento – spiegano i tre sviluppatori – è avvicinare gli studenti al mondo e alla cultura del videogioco senza dover rinunciare o togliere tempo agli obiettivi accademici e lavorativi.

Ma andiamo per ordine. E’ proprio Giampiero, Ceo di Gamerwall, a raccontarci di come è nata l’idea. “Quando, dopo una giornata di lezioni tornavo a casa e accendevo la consolle, mia madre mi sgridava dicendomi ‘i videogiochi non ti pagheranno mai l’università’. Da lì l’idea non solo di trasformare quella passione in un lavoro, ma di dare agli studenti di oggi l’opportunità, che noi non abbiamo avuto, di pagarsi gli studi attraverso i joystick”.

L’idea è stata proposta alla Luiss “Guido Carli” di Roma: Gamerwall consiste in un campionato composto da eventi mensili che iniziano con l’anno accademico e terminano con esso, alla fine il vincitore avrà diritto a una borsa di studio con cui pagarsi la retta universitaria.

Ma la bravura con la consolle da sola non basta, infatti il sistema di ranking sviluppato da Gamerwall valuta sì la bravura del gamer, ma anche – e  soprattutto – la media accademica. Ai fini della classifica finale verrà tenuto conto, per il 40%, dei tre migliori risultati ottenuti durante la stagione competitiva e per il 60% il punteggio verrà moltiplicato per un modificatore dato dalla media accademica dello studente.

“Al termine della prima edizione della Gamerwall University League – svela Giampiero – il vincitore ha ottenuto una borsa di studio da 11mila euro. Quest’anno ci siamo allargati riconfermando le collaborazioni con Microsoft, Xbox e Euronics Nova, alle quali si sono aggiunte Red Bull e Nintendo. In più, visto che la Luiss ci ha aperto anche le porte della sede di Milano, abbiamo allargato il possibile bacino d’utenza da 8mila studenti a quasi 300mila“.

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