De Rienzo, dal vino di Donnachiara ad “Un Posto al sole” in Rai

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Francesco De Rienzo, dal vino di Donnachiara a Rai 3: per lui “Un Posto al Sole”. Il compagno di Ilaria Petitto, tra le imprenditrici del vino più conosciute e stimate in Campania e nel mondo, il prossimo 7 febbraio debutta in televisione, nella seguitissima Soap di Rai 3, Un Posto al Sole, nel ruolo dell’avvocato Alessio Bonomo. Francesco De Rienzo, nonostante oggi sia uno dei punti fermi della cantina di Montefalcione, continua ad essere un personaggio poliedrico, dalle mille sfaccettature. Come incipit della sua vita, ama ripetere una frase pirandelliana: uno, nessuno e centomila. In effetti, Francesco sembra essere proprio un personaggio uscito dalla fervida mente di Pirandello. Una vita intensa, la sua: dalla periferia al piccolo schermo, passando per i villaggi turistici, fino ad approdare alle vigne della dolce Irpinia.

Francesco non si è mai arreso. E’ cresciuto in un quartiere difficile della periferia di Napoli Est, San Giovanni a Teduccio. “Ho perso mio padre all’età di 13 anni”, ci racconta. “Ma ho avuto accanto donne talmente forti, mia madre e mia nonna, che avevano più attributi di certi uomini e che mi hanno tenuto lontano dai guai. Il quartiere mi stava stretto e a 18 anni, con i risparmi di alcuni lavoretti, ho preso il brevetto di bagnino ed ho realizzato uno dei miei sogni, quello di lavorare nei villaggi turistici e di viaggiare. Inizialmente la spiaggia è stata il mio palcoscenico, intrattenevo gli ospiti con battute e barzellette, fino a quando Max Musto, il mio capovillaggio, mi notò e decise di farmi partecipare agli spettacoli serali. Salendo su un vero palco ho capito cosa avrei voluto fare davvero ed il palco mi avrebbe accompagnato per i successivi 20 anni. Il villaggio turistico mi ha dato tanto ed è un’esperienza che consiglio a tutti i ragazzi”.

Ovviamente, visto il carattere forte, Francesco non si è mai accontentato. “Sentivo l’esigenza di crescere professionalmente per diventare un professionista dello spettacolo. Decisi, allora, che era arrivato il momento di mettermi a studiare sul serio. Inizialmente a Napoli con Antonio Ferrante e Marzio Honorato, poi a Roma con la magnifica Francesca De Sapio, che mi ha guidato nella scoperta del metodo Strasberg/Stanislavski. Dopo il primo saggio fui scelto tra 50 ragazzi da Marita D’Elia, all’epoca casting della Squadra, per il mio primo provino che andò bene . Così ebbi il primo ruolo da “criminale” che mi ha accompagnato in diverse fiction di quel periodo, come Distretto di Polizia, Carabinieri, Ris, il Commissario Rex e tante altre”.

L’amicizia con Nicola Canonico, è stato uno dei momenti più importanti della vita del De Rienzo. “Nicola, oggi impresario teatrale di successo, mi ha dato la possibilità di esordire come regista e scrittore, abbiamo fatto alcuni lavori insieme e spero in futuro di tornare a lavorare con lui. Mi sembra un’altra vita se penso che da qualche anno la mia quotidianità è, invece, scandita dalle stagioni e dalle fasi della vigna, dalla vendemmia, alla potatura, alla fioritura. Se poi mi fermo a pensare, deduco che la vita non è così diversa dalla vigna: ci sono annate buone e cattive, l’importante è che ogni volta si rinasca augurandosi che sia l’annata buona”.

Oggi Francesco abbina lo spettacolo all’imprenditoria. “Da quando ho conosciuto Ilaria, la mia compagna, sono anch’io vittima dell’innamoramento e del fascino che il mondo del vino esercita. Prima solo da curioso, oggi da impiegato quasi al 100% nella cantina Donnachiara, sto imparando a scoprire e capire le difficoltà ma anche la ricchezza che questo ambiente dominato dalla natura si porta con sé. Vivere in Irpinia è una continua scoperta, questo è un territorio a metà tra la realtà e l’immaginazione, così diverso da zona a zona, con colline e montagne verdissime, che ti emozionano ad ogni scorcio. Continuo a coltivare quella che è la mia prima passione: la recitazione”.

Ecco, quindi, che Francesco ci svela il suo sogno nel cassetto. “Qui, in Irpinia, mi sento di nuovo ispirato e sono tornato a scrivere. Il desiderio sarebbe quello di realizzare un film che possa essere il veicolo di promozione di questa terra ancora poco conosciuta, selvaggia ed incantevole, ricca di storia e di natura, con un enorme potenziale inespresso in fatto di viticultura e turismo enogastronomico”.

Non resta, allora, che augurare un grandissimo in bocca al lupo a Francesco, il “nostro” irpino doc d’adozione.

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