Da geometra a fruttivendolo. Franco, la vita ricomincia a 57 anni

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Franco Rubicondo nel suo negozio di frutta e verdura ad Avellino

Mai arrendersi. Anche quando la crisi, soprattutto quella economica, sembra travolgerti. Mai arrendersi, se hai voglia di lavorare, di crescere, di avere un futuro, di essere autonomo, nonostante tutto. La storia di Franco Rubicondo ne è un classico esempio. E’ una storia che andrebbe raccontata non solo su un giornale, ma dovrebbe trovare spazio in una scuola oppure in un’Università. Perché i ragazzi, il nostro futuro, dovrebbero sapere che la vita è fatta di tanti sacrifici. La faccia pulita e le mani di grande ed instancabile lavoratore di Franco, sono anche l’emblema di una città che non vuole e non deve arrendersi.

Franco, di lavoro, di fatica, ne ha vista e ne ha fatta tanta. Tantissima. Ed ancora oggi, a 57 anni suonati, ma portati bene, continua ad alzarsi, un giorno sì ed un giorno no, alle 4 del mattino. E si “spacca” la schiena, a volte nel vero senso della parola, fino alle 8 di sera. Per portare uno stipendio dignitoso a casa, per dare un futuro ai suoi due figli. Franco ne ha viste tante, troppe. Avrebbe potuto arrendersi, gettare la spugna. Ma invece, con grande dignità, ha deciso sempre di ricominciare. Lui, che è un geometra, di quelli con la G maiuscola, avrebbe potuto rinunciare a fare altro, anche a lavori meno consoni al suo diploma. Invece, oggi è qui, nel suo nuovo negozio di frutta di via Guarini, ad Avellino. Sguardo fiero, attento, scrupoloso.

Pochi mesi fa – racconta – ho perso il lavoro. Ero operatore presso il centro di accoglienza delle Suore Stigmatine di via Tedesco che ha chiuso. Ma non mi sono perso d’animo. Purtroppo è da anni che pago lo scotto della crisi. Ne ho viste tante. Pensi che come geometra, c’è stato un lungo periodo nel quale ho lavorato con la ditta Ercolino. Mi sono occupato, tra le altre cose, della metanizzazione di Avellino e Mercogliano”.

A 57 anni, Franco ricomincia. Da geometra a fruttivendolo. Ma va bene così, per uno che è stato anche assicuratore, imbianchino, gestore di uno dei principali club di Avellino, il “2 M”: 19 anni vissuti tra i biliardi ed i professionisti del gioco, in via Tenente Corrado. Una parentesi, lunga, molto importante per la crescita professionale di Franco. Quel club è stato per anni un punto di riferimento di tutta le regione. E Franco è stato abile e capace a farlo crescere giorno dopo giorno.

Il lavoro, Franco, ce l’ha nel sangue. “Quando ero giovane, mio padre aveva un panificio. Studiavo e lavoravo. Non mi sono mai perso d’animo, non so cosa significhi la parola arrendersi, tirarsi indietro. Studiavo tanto e lavoravo sodo. Tutto questo mi è servito e se oggi sono qui, ad affrontare questa nuova avventura, lo devo a quello che sono stato”.

Si riparte da “Vitamina P”, questo negozio di frutta così ordinato e pulito, pieno di bella ed invitante frutta fresca e verdura, che Franco ha aperto da poco. “Vitamina P” è dedicato ad una vitamina molto importante che la frutta contiene: è una vitamina che ha come funzione principale quella di rendere meno permeabili le pareti dei vasi sanguigni, normalizzando il flusso sanguigno nelle vene ed aiutando le membrane cellulari a resistere alla pressione sanguigna. Ma “Vitamina P” è anche in onore della moglie di Franco. Ovvero Patrizia, anche lei instancabile, con la sua erre alla francese. “Per me la famiglia è importantissima. Il mio sogno nel cassetto è far sì che i miei figli abbiano una vita serena, un lavoro. Non chiedo poi tanto. Noto con dispiacere, purtroppo, che ad Avellino è un po’ complicato fare impresa, anche piccola impresa. Il settore della vendita di frutta andrebbe regolamentato meglio. Noi commercianti a posto fisso siamo un po’ penalizzati. Per fortuna che agli avellinesi frutta e verdura piacciono. I nostri concittadini sono salutisti”.

Già, Avellino. Franco è uno di quelli che ha vissuto gli anni belli della città, quando la città era forse più umana e a misura d’uomo. “Noto un degrado maggiore rispetto agli anni passati. Ma, soprattutto, noto che troppi giovani vanno via. Alla fine si rischia di diventare una città per anziani. Per questo motivo, lascerei più spazio ai giovani ed alla loro creatività. Solo così Avellino può rinascere”. Ma non solo così, aggiungiamo noi. Molto probabilmente, potrebbe rinascere anche seguendo gli esempi come quelli di Franco. Lui è una vera botta di vitamina P.

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