“Non si parla di innovazione. La si sostiene”. De Nicola, lo Steve Jobs delle startup

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Da Salerno un ecosistema per l’innovazione italiana. E’ il progetto “Ampioraggio”, nato nel 2016 come spinoff di una precedente iniziativa nata del 2005. “Ampioraggio” ora si fa Fondazione, grazie alla perseveranza del suo fondatore, matto e imprevedibile quanto basta ma, soprattutto, lungimirante, di come ce ne sono pochi.

Basta farsi due chiacchiere con Giuseppe De Nicola, per comprendere il “genio” che è in lui. “Sono diventato imprenditore nel 1990 – dice – . Ero uno startupper ma non lo sapevo. Imprenditore nel settore della computer graphic e delle prime applicazioni multimediali. Quello che ricordo in particolare di quegli anni è che dovessi spiegare tutti i giorni, anche a mia madre, cosa facessi: non producevo pasta, non ero un commerciante né ero un commercialista o un avvocato”.

Un incipit niente male. Ma il meglio deve ancora venire. “Nel 2005 mi sono inventato un’iniziativa sull’innovazione a Salerno. Ho girato l’Italia per conoscere altre storie e poi sono andato anche in California per capire come funzionano le cose. In quegli anni – prosegue – ho assistito e partecipato a decine di eventi, incontrato tanti guru dell’innovazione e scoperto il mondo dei VC (che non sono servizi igienici, ma i Venture Capitalist), dei campioni digitali e via dicendo. Ho immaginato che l’Italia stesse diventando come la California. E invece ho notato che non è neanche diventata come il Portogallo, che in Europa non solo siamo quart’ultimi nell’indice Desi (cioè sulla propensione ad innovare) ma addirittura ultimi per crescita del Pil. Ultimi, con una crescita dell’1% in un arco di oltre 20 anni”.

Lecito, a questo punto, porsi delle domande. “Dove sono andati a finire tutti gli investimenti e le parole su  innovazione, industria 4.0, Smart Cities, I.o.t., startup, etc etc.? E perché tutti gli strumenti disponibili di investimento (credito d’imposta, mini bond, equity crowdfunding, etc.) ancora sono così sotto utilizzati? E tutti questi incontri e premi tra startup e aziende, perché non producono risultati sullo sviluppo? E’ solo un problema del Sud, questo, o anche nell’operoso Nord l’investimento in innovazione è più pubblicizzato che reale?”.

Ecco, dunque, che arriva “Ampioraggio”. “Nasce dall’esigenza di provare, con una logica bottom up e indipendente, a non parlare di innovazione, ma provare a stimolarla, facendola comprendere e sostenerla con gli strumenti finanziari disponibili – dice De Nicola – Di provare a farlo creando un ecosistema, nel quale condividere tra imprese, professionisti, innovatori, investitori e amministratori pubblici, progetti chiari e obiettivi di investimento e non di spesa. Di provare a farlo lontano e fuori dai luoghi comuni, con obiettivi precisi e misurabili, senza chiuderci nei recinti delle tante iniziative locali, ma aprirci alla contaminazione delle idee per realizzarle e non parlarne solo nei convegni. Nei 30 mesi passati abbiamo testato un’idea, con un approccio lean involontario, abbiamo generato investimenti e collaborazioni. Ora la vogliamo trasformare in una fondazione di partecipazione riconosciuta, col sostegno di un centinaio di partecipanti. Ci proveremo il 7 e 8 febbraio a Salerno. Proveremo ad unire i punti, come diceva Jobs, per vedere se e come tutte le esperienze vissute, da tutti i partecipanti, possano essere utili a questa prossima”.

Su www.fondazioneampioraggio.it troverete il programma e la possibilità di registrarvi alla 2 giorni fino al 5 febbraio.

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