Le aziende campane effettueranno 80mila assunzioni entro aprile

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Unioncamere: assunzioni in Campania

In Campania 80mila assunzioni entro aprile 2019 con il 31% di contratti a tempo indeterminato, il 3% di contratti di apprendistato, il 39% a tempo determinato. Sono alcune delle indicazioni contenute nel Borsino delle professioni presente nel Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. In generale, sono circa 334mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e saliranno a poco più di 1,1milioni nel trimestre febbraio-aprile 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste (-13mila rispetto a febbraio 2018 e -25mila rispetto al periodo febbraio-aprile 2018), un andamento ancora segnato dalla debole congiuntura del mercato interno ed europeo. Sono le imprese delle regioni meridionali a prevedere la flessione più rilevante (-9,5 mila entrate rispetto a febbraio 2018), ma sale comunque a livello nazionale di 5 punti percentuali in un anno la difficoltà a reperire i profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo quasi il 29% delle entrate previste a febbraio. Particolarmente elevata la difficoltà di reperimento per gli operai specializzati, che sfiora il 44% delle entrate previste nell’ambito del gruppo professionale.

Sostanzialmente stabile il flusso delle entrate nelle regioni del Nord Ovest e del Nord Est, mentre un incremento si registra per il Centro. Sensibile, al contrario, la riduzione delle entrate previste nella ripartizione Sud e Isole (-1,9 punti la conseguente perdita della quota dell’area).

A febbraio, le incognite del clima economico risultano penalizzanti soprattutto per il settore del commercio (-8,1mila entrate rispetto a febbraio 2018) e per gli altri comparti del terziario, ad eccezione della filiera del turismo (circa 4,9mila contratti previsti in più). In flessione le costruzioni (-1,7mila), mentre è positivo il trend per il manifatturiero (+3mila entrate). In particolare, incrementi superiori al 10% sono previsti per i comparti distintivi del made in Italy come la moda, il tessile, la metallurgia e la meccatronica.

Sale di quasi 5 punti percentuali rispetto a febbraio 2018 la difficoltà segnalata dalle imprese nell’individuazione di profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo quasi il 29% delle entrate previste a febbraio. In deciso aumento su base annua è la difficoltà a reperire operai specializzati (+8,8 punti). In crescita (+3,5mila entrate) le richieste da parte delle imprese di tali figure da impiegare nei settori del manifatturiero più dinamici, come la meccatronica e la filiera della moda, mentre è in forte calo il peso delle figure degli impiegati amministrativi e (-3,5mila ingressi programmati) e delle professioni non qualificate (-7,2mila).

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