Crescita sostenibile: Intesa Sanpaolo mette a disposizione 4,5 mld alle imprese campane

0
354

Si rafforza la partnership tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo. Con l’appendice all’accordo 2016-2019, denominata “Promuovere una nuova cultura di impresa per una crescita sostenibile”, viene messo a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi di euro nell’arco dei tre anni, dei quali 4,5 miliardi di euro destinati alle imprese della Campania. L’addendum è stato presentato a Pontecagnano Faiano (Salerno), presso l’azienda Antonio Sada & Figli. Ad introdurre i lavori, il presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Campania Renato Abate. “Dopo i positivi risultati degli ultimi anni, siamo lieti che la collaborazione con Intesa Sanpaolo prosegua – ha detto Abate -. L’ampliamento dell’accordo rappresenta per noi imprenditori un quid fondamentale perché dopo aver sostenuto la diffusione di una nuova cultura d’impresa orientata all’innovazione e digitalizzazione è, ora, necessario proseguire il percorso focalizzandoci su asset strategici come la formazione continua, volta ad arricchire e valorizzare il capitale umano delle aziende, la finanza innovativa e la sostenibilità economica, ambientale e sociale. Siamo stati capaci di resistere alla crisi, abbiamo sviluppato resilienza ma ora dobbiamo avere la possibilità di rafforzare i nostri progetti ed essere il volano per lo sviluppo dei territori”.

Ad intervenire, anche Francesco Guido, Direttore Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo. “L’accordo – spiega – vuole aiutare le aziende italiane a migliorare la loro capitalizzazione e a cogliere le grandi opportunità che la digitalizzazione e i nuovi scenari offerti dalla quarta rivoluzione industriale offrono. Azioni che richiedono investimenti sia finanziari che nel capitale umano. Inoltre abbiamo voluto arricchire l’accordo di nuovi contenuti volti ad integrare la valorizzazione del capitale delle imprese attraverso elementi intangibili come la formazione, il cambiamento di cultura imprenditoriale e un nuovo modo, più sostenibile, di fare impresa”.

Print Friendly, PDF & Email