Bper chiude 230 filiali in Italia. Ad Avellino oltre 300 famiglie con il fiato sospeso

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Il futuro della Bper, ex Banca Popolare del’Irpinia, è indissolubilmente legato anche alla città di Avellino. L’istituto di credito fondato da Ernesto Valentino, come si sa, ha creato un indotto occupazionale non di poco conto nel capoluogo irpino. Dopo le varie fasi, i vari passaggi ed i vari accorpamenti che sono avvenuti in tutti questi anni, oggi la Banca Popolare dell’Emilia Romagna dà lavoro a oltre 300 famiglie avellinesi. Le notizie che giungono da Modena relative al nuovo Piano Industriale non sono per nulla rassicuranti. La riduzione dei costi della gestione (-2,6% medio annuo atteso) sarà realizzata, infatti, anche con la chiusura di circa 230 filiali nell’arco del piano, di cui circa il 50% già nel corso di quest’anno.

La semplificazione del gruppo passerà attraverso la riduzione delle società controllate: nella capogruppo verranno incorporate Unipol Banca, la Cassa di Risparmio di Bra e la Cassa di Risparmio di Saluzzo, oltre a Bper Services. La strategia dell’istituto, dunque, punta sulla riduzione dei costi, sullo smaltimento dei crediti deteriorati e su una crescita del business concentrata sui settori che possono dare un forte contributo alle commissioni e con maggiore marginalità. Un modello che, di fatto, segue la strada già imboccata da altre banche italiane, prima fra tutte Intesa Sanpaolo, in cui la gestione del risparmio, la bancassicurazione e la consulenza finiscono per produrre una buona fetta dei ricavi, grazie a un arricchimento del menu di servizi offerto ai clienti.

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