“Le bici elettriche salveranno Avellino”. Zanforlin, da Ghemon a genio delle due ruote

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Giovanni Zanforlin in azione

Sarà l’ambasciatore della bici elettrica ad Avellino. Nel negozio di sua moglie ormai prossimo all’apertura, non solo le bici elettriche saranno vendute o riparate, ma si proverà ad accrescere nella mentalità degli irpini la consapevolezza che le due ruote di questo tipo, rappresentano il presente ed il futuro, soprattutto in una città così inquinata come il capoluogo irpino. Lui, Giovanni Zanforlinun passato da writer con Ghemon, poi dj noto ai tanti con il nome di “fragolina” -, rappresenta oggi un po’ l’emblema della bici nel capoluogo irpino. “Ho sempre avuto la passione per le due ruote – ci spiega Zanforlin nelle nostra conversazione al No Name, ristorante di Avellino dove lo abbiamo incontrato – . Il mio primo regalo, ero un bambino di 4 anni, fu proprio una bici: la mitica Saltafoss. Dopo qualche anno, mi regalarono una BMX Atala. Quante grattugiate sull’asfalto… .Dalla BMX passai alla minimoto, regalo di un caro zio. Poi, alle Medie, la mia prima MTB. Passavo le mie giornate sempre in sella e su una ruota, gareggiando con gli amici a chi percorreva più metri impennando”.

Giovanni Zanforlin, da sempre, è un precursore. Nel 1990, gli anni della musica e della discoteca il “Kiwi Club”, ecco un’altra passione. “Il locale era gestito da mio zio, il mitico Ragioniere. Trascorrevo quindi quasi tutte le domeniche ballando. Fu così che mi appassionai alla musica e al mondo dei Dj. E decisi di diventare un disc jockey. Passavo intere giornate ad ascoltare musica e a comprare vinili. Con alcuni amici, fondammo il “Garage Gruop”. Organizzavamo feste. Ricordo che a quei tempi ero uno dei più giovani dj di Avellino, ero minuto, rachitico direi, ed un noto dj Avellinese, il mio tutor Gianluca Boccella, mi soprannominò Fragolina. Molti ancora mi ricordano e mi chiamano così, “Dj Fragolina”. Non so bene perché fragolina, forse fragolone suonava male. A quei tempi c’era in Tv Match Music, un programma molto famoso che parlava del mondo delle discoteche. Ad Avellino aprì un negozio della stessa catena ed io ne divenni il Dj. Suonavo a Solofra, al Maoni, con i vari dj che a quei tempi erano diventati famosi all’interno di quel programma televisivo”.

Passano pochi anni, arriva il 1996. E per Giovanni arriva una nuova passione. “Mi avvicinai al mondo dei writers e della moda Hip Hop. Amavo disegnare. Ricordo che a quei tempi eravamo in pochi ad imbellire le mura della città con le nostre opere. Tra i più bravi c’era Mobi. Dopo un anno circa, ebbi il piacere di incontrare un giovane compositore, Giovanni Luca Picariello, che tutti oggi conosciamo come Ghemon. Ricordo una giornata passata insieme a lui ed altri amici writers. Ho impressi nella mia mente i suoi appunti con disegni e le prime rime che componeva”. Poi è arrivato un lavoro, sono arrivate le moto, le partite a pallone, i rollerblade, il modellismo. Ed è di nuovo tornata la musica, con il successo. “Nel 2009 ritornai nuovamente a fare il dj ed iniziai anche a cimentarmi nelle produzioni musicali. La mia prima serata fu con Luca Abete. Come producer mi sono tolto qualche piccola soddisfazione. Le mie canzoni furono prodotte da varie etichette estere e italiane e vendute sulle varie piattaforme di vendita web, raccogliendo anche il consenso di un noto dj tedesco che mise tra le sua playlist preferita un mio brano. Ancora oggi su youtube, ithunes e i vari canali musicali sono presenti. Un mio Lp è stato anche prodotto su vinile da un etichetta discografica americana (conservo gelosamente una copia) e nel 2011 ho avuto la fortuna di suonare in un locale di Berlino”.

Ma, come spesso accade, i primi amori non si scordano mai. Per Giovanni sono due… donne. “Nel 2013, incrociando la mia vita con quella che fu la mia prima fidanzatina dell’adolescenza e che ora è diventata mia moglie, ritornai alla bici perché decisi di regalarne una a lei. Ma, e questo è stato un grande sbaglio, il regalo l’ho fatto anche a me. Mi regalai anche io una bici. Quella è stata la mia rovina, perché da maniaco ossessivo verso qualsiasi cosa faccia, entrai in un circolo vizioso. Quello che poteva essere un semplice hobby è diventata una passione smoderata. Tramite il web conobbi un gruppo di biker locali, i Briganti Mtb, che giravano spesso a Santo Stefano del Sole. In poco tempo, quel luogo diventò la mia seconda casa. La famiglia oggi si è allargata, molti più biker si sono aggiunti e si è creata anche una grande affinità con le istituzioni e la gente di Santo Stefano. Si è cercato di creare un movimento, un punto di riferimento per l’enduro in Campania.

Nel 2015 tutto questo portò allo svolgimento della prima gara di di enduro campano, prendendo parte al primo campionato interregionale del Sud Italia chiamato Enduro riding south grazie alla sinergica collaborazione di molti gruppi di biker irpini e non solo, come i BRIGANTI MTB e MTB 360° di Salerno. Ragazzi fantastici come Salvatore Scarano, Massimo D’Andrea, Gianni Cella, Carmine Lepore, Mario Passarelli, Stefano Gambale, Valentino Membrino, Ale MTB, Gianni Gstyle, Gaetano Iodice, Mirko Marone, Marcello Iannaccone, i fratelli Notari, che hanno contribuito a fa crescere la mia passione per la MTB. Abbiamo deciso di dar vita al “Free Mind Bikers, progetto legato ai sentieri di S. Stefano del Sole, prefissandoci l’obiettivo di far riunire tutti i biker locali e non, sotto un unico ideale, quello di vivere la natura ed il mondo della bici senza vincoli, senza etichette ma in piena libertà e spensieratezza. Dopo un breve periodo di rodaggio, nell’ottobre 2018 siamo riusciti nell’intento e c’è stato il ritorno della gara a Santo Stefano del Sole nel circuito della FCI Campania, riscontando notevoli consensi anche da piloti di fuori regione. Il prossimo 5 maggio, con la grande coesione tra i vari bikers della provincia (Briganti MTB, Enduro Trails Montevergine, Asd Lineabici e Tuoro MTB), sotto la denominazione “Free Mind Bikers”ci sarà la seconda tappa del campionato regionale Enduro MTB. Tutto questo per un progetto di valorizzazione del territorio”.

Facciamo un attimo un passo indietro. Da piccolo, Giovanni è sempre stato un bambino con una grande inventiva. Tutti lo soprannominavano “l’ingegnere” o “ l’inventore” per via della sua mania di inventarsi qualsiasi cosa. Un altro amore che non si è dimenticato. “Con il mio amico Gianni Cella abbiamo creato un piccolo progetto, chiamato Hubandspare, che ci ha portato ad una produzione di alcuni componenti di bici che hanno riscosso un discreto successo”.

Ovviamente la passione non poteva non coinvolgere tutta la famiglia. “Mio figlio di 3 anni ha 2 bici, mia moglie ha ricevuto la seconda ed anche l’altro bambino ha ricevuto la seconda bici per un totale di 6 bici. Mia moglie mi ha sempre supportato in quest’hobby. E, grazie a lei, abbiamo deciso di sfruttare questa mia passione e di tramutarla in qualcosa di utile per gli altri ed anche per noi. Da qui è nata l’idea di aprire un negozio specializzato di bici. Aprirà a breve ad Avellino, in via Francesco Tedesco, e coinvolgerà la mia famiglia e il cugino di mia moglie, Maurizio Tarantino. Il negozio si chiamerà AV Bike E-store, sarà gestito da mia moglie ed il cugino ed io metterò a loro disposizione le mie conoscenze nel settore, avendo in quest’ultimo anno collaborato con un negozio specializzato di bici di Cittadella “Brain Cycles” di proprietà di un mio carissimo amico Paolo Tonellotto.

AV Bike E-strore – prosegue Giovanni – sarà un negozio improntato sopratutto sulla mobilità sostenibile ed elettrica. Ma offrirà anche servizio di assistenza, officina di riparazione e vendita di MTB e bici da corsa. La mobilità elettrica negli anni ha fatto passi da gigante, vista in passato con scetticismo si è imposta alla grande ed è diventata un presente forte e con margini di sviluppo enormi. Basti pensare che il mercato delle bici elettriche, negli ultimi 3 anni, ha fatto balzi enormi riuscendo a scavalcare quello delle cosiddette bici “muscolari”. Le bici elettriche sono quindi il futuro. In un presente fatto di inquinamento, blocco del traffico, basti pensare che Avellino è una delle città più inquinate d’Italia, la bici potrebbe diventare la salvezza di questa città che è rimasta al palo. Le città del Nord sono piene di piste ciclabili, la gente prende la bici per fare di tutto, la spesa, andare a lavoro, uscire e non c’è blocco del traffico che tenga. Comprare una bici, usarla, sarebbe un passo importante per questa città. La bici regala emozioni, la bici è vita, la bici è salute, la bici è movimento, la bici può diventare un lavoro e può cambiare la vita. D’altronde la vita è una ruota che gira. Nel mio caso, è proprio il caso di dirlo, la ruota di una bicicletta”.

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