Rossano, campione sul tavolo e fuori. “Giocando a biliardo ho conosciuto l’amore della mia vita”

0
2081

MERCOGLIANO – Il biliardo sta tornando in auge, negli ultimi anni, anche grazie a lui, alla sua professionalità, al suo carisma ed al suo amore per questo sport. Tutte cose che lui trasmette agli altri, dovunque vada, in giro per lo Stivale, sui tavoli e nelle sale di tutt’Italia. Il biliardo sembra in ripresa, anche grazie al “nostro” Rossano Rossetti, 58 anni, di Chiaravalle, in provincia di Ancona, dove vive e lavora. Ma ancora per poco. Perché la pensione è ormai è vicina e lui, Rossano, per amore, presto verrà a vivere ad Avellino. Qui, per l’esattezza al Centro Sportivo Biliardo “Highlander” di Mercogliano, è sempre più facile incontrarlo, per una piacevole chiacchierata e per una bella partita. A dicembre scorso, Rai Sport, per l’importanza del match e per la competenza dei due sfidanti, ha trasmesso in diretta la finalissima del Gran Premio Goriziana di Saint-Vincent tra lo stesso Rossetti e l’iridato Davide Martinelli, un due volte campione del mondo. Un grande seguito di pubblico per una sfida di grande livello che Rossetti ha perso. Per lui, un secondo posto di prestigio che gli fa onore. Un secondo posto su ben 2.000 giocatori provenienti da tutta Italia. Rossano è uno di quelli che ha fatto tanta strada nel mondo del biliardo. Passato alla categoria Master nel 1993, nel suo palmares ci sono due titoli nazionali (1999 e 2001), un campionato nazionale a squadre (2007) e il titolo europeo a squadre con l’Italia (2015). La Goriziana di dicembre per lui è stata la seconda, perché ci provò nel 2001 e arrivò terzo. Rossano Rossetti, nel mondo del biliardo, si è fatto da solo.

“Ho cominciato a 13 anni – ci racconta -. Il bar vicino casa aveva due biliardi. Mentre gli altri coetanei facevano le “vasche”, io andavo a giocare. Guardavo quelli più grandi e cercavo di rubare tutti i segreti. Ho anche dovuto discutere con mio padre perché negli anni ’70 il biliardo era considerato ancora un gioco da “bettola”, da scansafatiche, e lui non lo vedeva di buon occhio. La passione però era tanta e mi ha preso subito, tanto che ho cominciato a giocare sotto età. Dicevo di avere più anni di quelli che avevo per poter praticare”. E pensare che per 5 anni, Rossetti aveva anche “appeso” la stecca al chiodo. “Tolsero i biliardi dal bar, il gioco non tirava più. E così mi sono messo a fare altro. Ho anche giocato a calcio, ero pure bravino. Quando mi hanno rimesso i biliardi al bar vicino casa, non mi sono fermato più”.

Dal divertimento al professionismo, ai gradini alti del panno verde. Rossano Rossetti oggi è tra i migliori giocatori di biliardo in Italia. “Il biliardo non solo è uno sport completo, ma ti aiuta anche a ragionare meglio e di più sulle cose. Prima ero molto impulsivo, oggi invece sono una persona più calma. Sul campo e fuori. Un vecchio giocatore mi diceva sempre che il biliardo è il termometro della salute. Devi stare bene, devi essere concentrato per giocare bene. Credo che faccia molto bene anche ai giovani praticare il biliardo. Aiuta il ragionamento, migliora la concentrazione e aiuta anche in matematica. Va portato nelle scuole, certo. Ma nel mondo giusto e con persone giuste”.

Per Rossano Rossetti, la chiave di volta del futuro, per il biliardo, è il gioco di squadra. “Credo che il biliardo singolo oggi vada aiutato con la squadra. La partita sarebbe più sentita ed anche come sport sarebbe vissuto meglio. Del resto, già di per sé, il biliardo è una disciplina che aggrega. Dobbiamo spingere verso questa direzione, perché ci sarebbero sviluppi decisamente migliori”. Per Rossano Rossetti, biliardo è condivisione. Lui che si allena giocando sempre con altri, di qualsiasi categoria, un paio di ore al giorno. Non fa distinzioni, il campo è il campo. Per lui, il biliardo è condivisione ed è anche amore. Girando l’Italia in lungo e in largo, ha conosciuto Angela, la sua donna, anche lei giocatrice, di cui parleremo in un prossimo articolo. Non possiamo lasciare Rossano, senza chiedergli di svelarci qualche segreto per diventare bravi giocatori di biliardo come lui. “Bisogna – ci dice – affidarsi sempre a persone esperte. Attenzione, esperti, che non significa per forza molto bravi. Serve un giocatore che ti insegni davvero, che ti spieghi le cose, che sia anche un po’ psicologo, perché serve far comprendere l’importanza dell’approccio alla partita, come vivere una partita, come vivere il biliardo. Queste cose rappresentano un buon 40%. ma la cosa più importante credo sia quelle di credere in se stessi. Quando un tiro vedi che ti viene, significa che nel braccio ce l’hai, mai avere paura degli altri, rispetto, ma mai paura”. E di tiri nel braccio del campione, ne sono venuti tanti. Altrimenti, Rossano mai sarebbe arrivato dove è arrivato. E di strada da fare, per lui, ce n’è ancora tanta.

Print Friendly, PDF & Email