Ad Avellino in calo anche gli imprenditori cinesi: sono 93 e sono diminuiti

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    Negozi cinesi

    Negozi, bar, ristoranti ed estetiste cinesi in aumento anche in Campania, secondo uno studio della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Napoli, nel Meridione, è in testa ed è quinta dopo Milano, la prima della penisola per concentrazione con 5.620 titolari di impresa individuale, Prato con 5.245, Firenze con quasi 4 mila piccole attività e Roma con più di 3 mila. Nel capoluogo campano ci sono di 2.587 imprenditori cinesi, la quota più alta della regione. In città come Firenze e Prato e Bologna emergono le piccole imprese manifatturiere, in particolare quelle tessili, di abbigliamento o calzature. A Napoli invece sono di più i commercianti, dunque è il settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio a farla da padrone, contro i 115 imprenditori registrati impegnati nel settore manifatturiero. Sono invece 20 le attività in mano a cittadini cinesi relative al settore degli alloggi e della ristorazione, contro i 17 che lavorano in altri ambiti come i servizi alla persona, quindi parrucchieri, centri estetici, lavanderie e officine o attività di riparazioni. A Napoli il gruppo di titolari di imprese nati in Cina supera di poco la soglia del 5% sul totale degli imprenditori. Come nel resto della regione, nell’area napoletana questo gruppo è cresciuto del 2% tra il 2017 e il 2018. Risulta invece più alta l’espansione dal 2012 all’anno scorso, in questi sei anni infatti gli imprenditori cinesi attivi a Napoli sono aumentati quasi del 45%.

    Gli imprenditori cinesi in Campania sono in totale 3.240. Lo studio mostra una crescita costante che nel periodo compreso tra il 2017 e il 2018 si è attestata al 2%, ma se si considera l’arco temporale compreso tra l’anno 2012 e il 2018, risulta evidente che i titolari di imprese nati in Cina sono aumentati a un ritmo più che elevato, ovvero sono cresciuti più del 41%. Questa fetta di piccoli imprenditori, sebbene numerosa, rappresenta il 6,4% del totale degli imprenditori della regione. Una percentuale certamente inferiore alla Lombardia e alla Toscana che contano più di 10 mila imprenditori cinesi e dove il peso della comunità cinese ha ben altro effetto sull’economia poiché rappresenta oltre il 20% del totale dell’imprenditoria. In Veneto la percentuale è del 11%, nel Lazio sfiora il 7,5 %.

    A Caserta i numeri sono naturalmente più contenuti rispetto all’area metropolitana di Napoli, gli imprenditori cinesi sono infatti 317, anche se sono cresciuti a un ritmo superiore rispetto al resto del capoluogo campano, ovvero quasi del 3% dal 2017 fino all’inizio del 2019, ma solo del 23% dal 2012 all’anno scorso. In terra di lavoro gli imprenditori cinesi sono appena lo 0,6% del totale di imprenditori. Segue Salerno con 200 imprenditori nati in Cina che da soli sono appena lo 0,4% degli imprenditori attivi.

    Ad Avellino ci sono 93 imprenditori cinesi, a Benevento se ne contano 43. Il dato di Avellino segna però una controtendenza: tra il 2017 e il 2018 i titolari di imprese cinesi sono addirittura scesi del 2,1%. Anche a Caserta la gran parte degli imprenditori cinesi, precisamente 257, si occupa di commercio al dettaglio o all’ingrosso. Stesso discorso per Salerno, che ha 169 commercianti, e per le altre province. Ad Avellino, invece, non si registrano attività come alberghi e b&b di proprietà di cittadini cinesi. Al Sud l’imprenditoria cinese è certamente meno forte rispetto alle regioni del Nord dove si trovano la maggioranza delle oltre 50 mila imprese guidate da cinesi.

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