Salta in aria nella sua fabbrica. Muore l’esperto fuochista marito di un’operaia ex Irisbus

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Maledetta sfortuna. Tutto finisce per sempre in pochi, maledetti istanti. Un attimo ed una vita di sacrifici viene distrutta. Una vita già difficile, soprattutto negli ultimi anni. Quel boato maledetto si aggiunge ad un periodo già difficile. Michele D’Adamo, l’esperto fuochista morto nella sua fabbrica di fuochi d’artificio a Gesualdo, era sposato con un’operaia dell’ex Irisbus, oggi IIA. Forse c’è poco da aggiungere. Resta solo la fredda e cinica cronaca. Michele lavorara da oltre venti anni. Faceva il fuochista, era bravo, afermato: era lui a fornire le tante feste patronali in tutta la provincia irpina, e non solo.

Michele D’Adamo è saltato in aria con la sua fabbrica di fuochi pirotecnici. Il boato è stato avvertito nel paese e in altri comuni limitrofi; poi, da un cumulo di macerie in via Prima Traversa IV Novembre si sono levate fiamme e fumo denso, con altre esplosioni di minore intensità. Non si conoscono ancora le cause dello scoppio avvertito intorno alle 15,30 che ha fatto tremare le abitazioni vicine. E probabilmente sarà difficile ricostruire con esattezza cosa sia avvenuto nel laboratorio di Michele D’Adamo. Il luogo del disastro è stato raggiunto anche dal Procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo, e dal Pm di turno.

Sul posto, dopo aver scavato alla ricerca di altri dispersi, collaboratori del fuochista che poi sono stati rintracciati altrove, i carabinieri e i vigili del fuoco di Avellino hanno chiesto anche l’intervento degli artificieri dell’Arma per mettere in sicurezza tutta l’area. C’era il pericolo che altro materiale esplodente potesse innescarsi per le scintille. D’Adamo lascia, oltre la moglie, anche tre figli.

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