La Finanza nel bar del “Moscati” gestito da ex collaboratore del figlio di De Mita

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Avellino, blitz della Finanza nel bar dell’ospedale Moscati gestito da ex collaboratore del figlio di De Mita. La notizia sta suscitando abbastanza clamore, anche perché quell’attività commerciale ha fatto sempre discutere, e non poco. L’unico bar all’interno di una struttura ospedaliera di oltre 140mila metri quadrati, dagli incassi giornalieri altissimi perché frequentato, ogni giorno, da migliaia di persone: una gallina dalle uova d’oro. Il primo bando di affidamento, risalente al mese di luglio del 2005, scatenò polemiche, proprio perché, nonostante l’ampiezza della Città ospedaliera di Avellino, la direzione puntò sulla presenza di un solo bar. Nel novembre del 2006, la gara fu vinta, per 950mila euro, dalla “Nichelv“, società della famiglia Sichinolfi di Nusco. Una società cooperativa di Siracusa aveva offerto un milione e mezzo di euro. La “Nichelv”, successivamente, optò per il passaggio di consegne del bar che fu ceduto a Nicola Mongelluzzo, manager già responsabile amministrativo dell’agenzia di comunicazione Acme, con sede a Roma, fondata e presieduta da Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco De Mita. Fatti raccontati in maniera precisa e dettagliata oggi dal quotidiano “Il Mattino”.

Oggi, a due anni e mezzo circa dall’indizione della nuova gara di appalto, il blitz della Finanza che si è presentata al Moscati in borghese, insieme agli ispettori del lavoro e ai funzionari dell’Asl di Avellino, come riporta ancora “Il Mattino”. E’ stata acquisita la documentazione necessaria ad effettuare accertamenti amministrativi, contabili e tributari. Per i controlli saranno necessari 30 giorni, poi ci potranno essere eventuali segnalazioni all’Agenzia delle entrate.

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