L’Irpinia fa 90 al Vinitaly 2019. Metà stand della Campania è suo

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Vinitaly 2019, conferenza stampa di presentazione della Camera di Commercio di Avellino

Sarà un’Irpinia “goccia a goccia” al Vinitaly 2019, un’Irpinia da bere, ammirare, mangiare. La provincia di Avellino fa 90 ed è il proprio caso di dire che fa paura, per lo straordinaio potenziale che mette in campo a Verona, alle altre province campane. Perché l’Irpinia, con i suoi circa novanta espositori – di cui 83 cantine, 3 produttori di liquori e distillati, 3 consorzi e una rete d’impresa – rappresenterà metà Campania, occupando metà stand della Regione nella città scaligera. Grazie al lavoro della Camera di Commercio di Avellino, presieduta da Oreste La Stella, coaudivata dai produttori, la verde Irpinia metterà in campo anche quest’anno un potenziale di tutto rispetto. Potenziale che sarà estrinsecato anche in una guida alle cantine ed ai frantoi che sarà presentata ufficialmente proprio a Vinitaly. Una guida bilingue, “Goccia a Goccia”.

“C’era la forte necessità di aggiornala – spiega La Stella -. Abbiamo inserito anche l’olio irpino perché non dobbiamo dimenticare che la Ravece, ad esempio, è un’etichetta Dop, sempre più apprezzata dai consumatori e dagli operatori del settore. “Il nostro obiettivo – prosegue il presidente della Camera di Commercio – è quello di favorire la promozione e la valorizzazione della filiera vitivinicola irpinia e di un terroir che rappresenta un unicum nel Sud d’Italia”.

La Camera di Commercio, anche quest’anno, propone “Piazza Irpinia”, un luogo dove ci saranno eventi di vario genere. Si parte il giorno in cui si aprirà il Vinitaly, ovvero domenica 7 aprile, con “Welcome in Irpinia”. Ci saranno, poi, incontri B2B con giornalisti e produttori, degustazioni guidate. Il tutto fino a martedì 10 aprile, giorno di chiusura della kermesse veneta. “La Campania è rappresentata al top grazie al brand Irpinia – sottolinea La Stella -. Utilizziamo il vino per fare un discorso più ampio. Vogliamo e dobbiamo creare un progetto turistico globale, la Camera mette a disposizione il proprio contributo partendo da ciò che di meglio abbiamo ovvero le nostre Docg, ma l’Irpinia necessita di un discorso serio che metta in rete vino, gastronomia, sentieri del vino e naturali”.

 

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