L’INCHIESTA / Frode fiscale, la Guardia di Finanza “bussa” a tre noti supermercati irpini

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I supermercati “Sole 365” sequestrati preventivamente nella giornata di oggi, lunedì 3 giugno, dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. Nonostante ciò, continueranno la loro attività sotto la gestione di un amministratore giudiziario. Sono qualche migliaio i dipendenti della società e numerosissimi i punti vendita in Campania. In Irpinia sono tre: Ariano Irpino, Grottaminarda, Solofra.

Sul sito internet della società è comparso poco fa un comunicato: “Siamo aperti – si legge -. Restiamo in attesa che si chiarisca ogni cosa, confidando nella rapidità e professionalità della Guardia di Finanza e della magistratura”. Le aziende – parliamo di 41 punti vendita – sono state messe sotto amministrazione giudiziaria allo scopo di salvaguardare i livelli occupazionali dei circa 2.000 dipendenti. I supermercati sono dislocati tra le province di Napoli, Salerno, Caserta ed Avellino, hanno un valore di circa 20 milioni di euro e hanno totalizzato, nell’ultima annualità, un volume di affari di oltre 200 milioni di euro. Sigilli anche ad un’imbarcazione da diporto, 2 auto Maserati e 11 immobili per un valore complessivo di mercato di oltre un milione di euro.

Perché i supermarket Sole 365 sono sotto sequestro

La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito il sequestro preventivo nei confronti della struttura aziendale dei supermercati a marchio “Sole 365” ipotizzando i reati di bancarotta fraudolenta e frode fiscale. Nell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, si parla di sequestro preventivo nei confronti degli amministratori di fatto e di diritto delle società “Ap srl” e “Ap commerciale srl”.

Ecco cosa ipotizza la Guardia di Finanza

I responsabili avrebbero pianificato e realizzato, in modo organizzato e perdurante nel tempo, una serie di condotte distrattive in danno di una società fallita a loro riconducibile (Sunrise supermercati srl) nonché posto in essere operazioni volte a omettere il versamento delle imposte a favore dell’Erario. In particolare, la compagine ha operato, attraverso varie società facenti capo alla medesima, con il preciso scopo di mantenere, mediante vorticosi avvicendamenti, integro il patrimonio aziendale a fronte dei debiti accumulatisi nel corso degli anni con i creditori della società poi fallita, tra cui spicca il credito vantato dall’Erario per imposte e sanzioni mai versati (oltre 5 milioni di euro).

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