Fca-Renault, addio ad un maxi gruppo in grado di vendere 15 milioni di vetture

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La fusione tra Fca e Renault avrebbe creato un maxi gruppo in grado di vendere 15 milioni di vetture. A pesare sulla mancata scelta di Renault, a quanto si apprende, anche il parere contrario in consiglio di amministrazione dei consiglieri Nissan. La società giapponese è alleata ventennale di Renault e possiede il 15 per cento del gruppo francese.

Intanto, in un comunicato, il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, prende atto della decisione della Fca di ritirare la sua offerta di aderire a Renault, e insiste sul fatto che tutto era in attesa di una delle quattro condizioni che aveva posto all’accordo.

Secondo il Dipartimento dell’economia e delle finanze, è stato raggiunto un compromesso sul mantenimento dei posti di lavoro e degli stabilimenti industriali in Francia, sulla governance del futuro gruppo e sulla sua partecipazione all’iniziativa franco-tedesca per le batterie elettriche.
Insiste inoltre sul fatto che, da quando Fca ha presentato il suo progetto di fusione, lo Stato francese – che è il principale azionista di Renault con il 15 % – “l’ha accolta con apertura e ha lavorato in modo costruttivo con tutte le parti interessate”. Il governo francese voleva che al consiglio di amministrazione di Renault fossero concessi altri cinque giorni. Questo periodo ha fatto perdere la pazienza di Fca, e poco dopo ha annunciato che ritirava la sua proposta perché riteneva che non sussistessero le condizioni politiche in Francia per il successo dell’operazione.

Nissan, che per circa 20 anni è stata associata alla Renault in un’alleanza a cui è stata aggiunta la Mitsubishi, aveva dato una risposta molto fredda all’iniziativa di Fca, avvertendo che questo avrebbe cambiato completamente la natura di quell’alleanza. Il Ministero francese dell’Economia e delle Finanze assicura che “Renault, nell’ambito dell’alleanza, ha tutte le carte in regola per affrontare le sfide che il settore automobilistico, in particolare nel veicolo elettrico e nella riduzione delle emissioni”.

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