Attenti a quei due, ad Avellino perdono sempre

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Comune di Avellino

Quel pugno di mosche se lo stanno girando e rigirando tra le mani. Non se ne fanno per nulla capaci. Se lo ritrovano davanti per la seconda volta consecutiva in un anno. Eppure, questa volta ce l’hanno messa tutta. Le hanno provate in tutti i modi. Hanno lavorato “sodo” per 365 giorni. Dopo il “non c’è trippa per gatti” di Vincenzo Ciampi, sindaco a 5 Stelle, la sfiducia nei suoi confronti è diventato il mantra. Con i loro “sodali” più fedeli l’hanno messa in pratica nel giro di pochi mesi. Ed è cominciata una nuova campagna elettorale.

Hanno spaccato un partito – anzi, più di uno – pensando alla poltrona di sindaco e a quella di consigliere regionale; si sono messi contro i loro “maestri” ma, soprattutto, hanno abiurato buona parte dei loro ideali. E’ proprio vero, il potere logora chi non ce l’ha. Si sono assicurati un po’ di stampa “amica” e la giostra è partita. Peccato, però, che non hanno fatto i conti con i loro stessi limiti: l’arroganza e la supponenza. Gli avellinesi, a questi due – ed ai loro “sodali” – proprio non li digeriscono. Preferiscono “il meno peggio” o il più simpatico, fate voi, oppure andarsene al mare.

E così, i “nostri”, si sono ritrovati con lo stesso “pugno” di un anno fa. Questa volta ancor più difficile da digerire. E con loro, un bel po’ di persone, molte delle quali fautrici della “stampa libera” (che non esiste). Tra un anno si vota, in Campania, per le Regionali. Scommettiamo che? Del resto, come dice il detto, non c’è due….senza tre. Chissà cosa s’inventeranno adesso, non osiamo nemmeno immaginare. Ma un bel biglietto di sola andata… no?

Prima di concludere, precisiamo un po’ di cose. I due non li nominiamo forse perché un po’ di sfiga la portano.

Quanto scritto, è frutto di una libera scelta del sottoscritto.

Infine, che sia chiaro: non siamo per nulla felici della vittoria di Gianluca Festa. Le motivazioni, tantissime, già le abbiamo scritte. Il nuovo sindaco, anzi, ci dovrà chiarire, nei prossimi giorni, alcune sue probabili incompatibilità in determinati settori. Sue e di qualche suo “sodale”.

Certo, questa non è un’analisi da premio Pulitzer. Non lo voleva essere. Vogliono essere, invece, i primi barlumi di verità.

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