Diffamazione, le precisazioni di Angelo D’Agostino

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Angelo D'Agostino

Da Angelo Antonio D’Agostino riceviamo e pubblichiamo

Il sottoscritto, Angelo Antonio D’Agostino, nato in Montefalcione il 10 giugno 1961 e residente in Montefalcione alla via Cardinale dell’Olio, 98, con la presente intende contestare l’intero contenuto dell’articolo in oggetto, evidenziando una serie di inesattezze che lo contraddistinguono, con l’invito, sin d’ora a procedere alla rimozione ed alla rettifica del suo contenuto, affatto rispondente al vero.

Giova, infatti, in primis evidenziare all’autore dell’articolo in questione, che lo scrivente “non soccombe” affatto in Tribunale nei confronti di Carlo Sibilia e Michele Gubitosa, per due ordini di motivi:

a) L’ordinanza richiamata è riferita non allo scrivente D’Agostino, quale persona fisica di cui si parla nell’articolo in questione, bensì alla D’Agostino Angelo Antonio Costruzioni srl, soggetto giuridico diverso dallo scrivente.
b) le dichiarazioni, oggetto del ricorso introitato innanzi al Tribunale di Avellino, non sono state vagliate nel merito dal Giudice, dott. Polimeno.

Al riguardo, si vuole evidenziare come la sentenza tanto inneggiata a discolpa dei due resistenti, si sia limitata a decretare l’improcedibilità della domanda, determinata da un non corretto svolgimento dell’attività di mediazione svolta, (che è fase antecedente ed estranea al giudizio che si svolge innanzi al Tribunale), senza alcuna valutazione circa la fondatezza o meno delle richieste avanzate dalla società con il ricorso introduttivo, che, di conseguenza, non hanno potuto trovare la chiesta verifica, in quella che è la sede deputata a tanto.

Sarebbe stato doveroso professionalmente e deontologicamente, da parte del giornalista autore dell’articolo, una preliminare verifica circa l’esattezza della notizia e l’autenticità della fonte informativa, o, quanto meno, una attenta lettura del provvedimento, da cui sarebbe scaturito un articolo dal contenuto di certo diverso e privo di quella vena ironica e sarcastica che all’evidenza lo caratterizza e di cui si chiede, per le motivazioni espresse l’immediata rettifica, ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948 e s.m.i, con risalto analogo a quello riservato al brano giornalistico cui la rettifica si riferisce, specificando, che nessuna “soccombenza” vi è stata, che il merito delle questione sottoposte al vaglio giudiziario non sono state oggetto di valutazione e che si è trattato di un rigetto del ricorso per questioni “esclusivamente” processuali e non di merito.

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