Camorra, l’inquietante messaggio dei Graziano. E la pronta risposta dello Stato anche con Sibilia

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I manichini di donna sui quali si esercitava il clan Graziano

Il fatto è noto. Fiore e Salvatore Graziano, fratelli di 46 e 48 anni ritenuti elementi di spicco del clan Graziano, Domenico Desiderio e Antonio Mazzocchi (ex agente di polizia), imprenditori di onoranze funebri, e Domenico Ludovico Rega, altro esponente del clan Graziano, preparavano un attentato alla moglie e al figlio di Biagio Cava, storico boss del clan camorristico Cava deceduto nel 2017 dopo oltre un decennio di reclusione in regime di 41 bis. Sullo sfondo, la “storica” rivalità tra i due clan, Graziano e Cava. La scarcerazione di Salvatore Cava, figlio del capoclan Biagio, avrebbe indotto i Graziano a progettare l’omicidio dello stesso Salvatore Cava e della moglie di Biagio Cava, Rosalba Fusco.

I due dovevano essere ammazzati con un fucile di precisione. Nelle campagne di Quindici i carabinieri Cacciatori Puglia del Gargano hanno rinvenuto un manichino bianco dalle sembianze femminili che presentava anche un cinturino sul punto vita. Il fantoccio era stato colpito in pieno, all’altezza del cuore, da due proiettili sparati con un fucile di precisione. Questo, rende noto la procura, dimostra che gli esponenti del clan Graziano stavano compiendo delle esercitazioni per poi compiere l’efferato delitto.

Sull’episodio, l’unico politico ad intervenire è Carlo Sibilia, sottosegretario all’Interno. Certo, forse il suo ruolo glielo imponeva. Ma, almeno lui, la faccia ce la mette. “Complimenti alla Dda di Napoli e agli uomini del Comando Provinciale dei carababinieri di Avellino per l’operazione messa a punto contro esponenti del clan Graziano. Grazie alla loro pronta azione è stato possibile sventare un atto criminale che, però, lancia un segnale chiaro. La stagione delle faide e la presenza della camorra in Irpinia sono un dato di fatto. Non dobbiamo abbassare la guardia. Il messaggio per i mafiosi è chiaro: lo Stato non indietreggia dinanzi alle vostre intimidazioni”, dice Sibilia.

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