Attentato in Piazza Libertà, forse l’obiettivo era proprio il Vescovo di Avellino

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Vigili del Fuoco sul luogo dell'attentato, in piazza Libertà, davanti la sede Vescovile

E’ la prima volta che il Palazzo del Vescovo di Avellino finisce nel mirino e subisce un attentato. E’ successo oggi, poco dopo le 17. Un 40enne, noto in città con il nome di Ruben – originario di Salerno dove ha fatto anche il parcheggiatore, residente attualmente a Forino – ha posizionato in piazza Libertà una bomba artigianale composta da tre bombolette di gas da campeggio: l’attentatore, poi bloccato, ha innescato l’ordigno prima di tentare la fuga. Sarebbe esplosa prima una sola bombola, attirando l’attenzione di chi era presente all’interno del Vescovato, tra cui il direttore della Caritas, Carlo Mele, e una pattuglia dei vigili urbani di servizio nella zona. Nel tentativo di avvicinarsi al pacco, Mele, un vigile e una terza persona, sono rimasti lievemente feriti in seguito a un’altra piccola deflagrazione.

L’attentatore, come detto, è stato fermato nelle vicinanze, nei pressi di piazza Kennedy, dopo essere stato inseguito da un giovane di Avellino, Renzo Aufiero. E’ stato lui a bloccarlo, insieme alle forze dell’ordine, in particolare una pattuglia dei vigili urbani. L’uomo è stato condotto presso il Comando dei Vigili per essere interrogato. Lo avrebbe spinto la disperazione a un gesto estremo di protesta, programmato nei minimi dettagli, ma andato a vuoto. Forse l’obiettivo era addirittura il vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello, che avrebbe dovuto lasciare il palazzo vescovile poco dopo le 17.

L’esplosione però è avvenuta poco prima che l’alto prelato si trovasse ad attraversare il portone dell’edificio nella centrale piazza. Gli investigatori lo descrivono in uno forte stato confusionale e forse già pentito di quanto ha fatto. A confermarne le responsabilità oltre che dalle testimonianze dei feriti anche le immagini delle telecamere di sicurezza. I vigili del fuoco del comando provinciale di Avellino hanno già messo in sicurezza l’area e controllato che non ci fossero altri ordigni nei pressi dell’ingresso o all’interno del palazzo vescovile. I danni sono molto lievi. Annerita dal fumo una parete dell’androne insieme con una parte del portone.

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