Avellino attrae pochi imprenditori da fuori regione. Non irpino solo il 12,9%

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Ad Avellino, su un totale di 48.298 imprenditori, 6.211 arrivano da fuori regione. Una percentuale, dunque, del 12,9%, che è una delle più basse d’Italia. Non è tra le più basse in Campania, visto che dopo Avellino vengono Salerno e Benevento. Ma è comunque un campanello d’allarme, un dato che dice che Avellino non è messa molto bene per attrattività imprenditoriale extra regionale. Nella classifica nazionale è al 102° posto, Napoli al 101°, Salerno al 107°, Benevento al 113°. La prima in Campania è Caserta, all’86mo posto a livello nazionale.

La prima in Italia è Milano: il 46% di chi fa impresa, considerando tutte le cariche, arriva da fuori Lombardia (256 mila su 554 mila) contro una media regionale del 32,5% (443 mila su 1,4 milioni) e italiana del 25% (1,9 milioni gli imprenditori che lavorano fuori dalla regione o Stato di origine su 7,5 milioni) secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2019 sulle persone che hanno cariche nelle imprese, sia come titolare ma anche come soci e amministratori, considerando le persone attive.

Dopo Milano, a livello nazionale, vengono con circa il 40% Aosta (7 mila cariche su 18 mila), Novara (16 mila su 40 mila) e Trieste (9 mila su 23 mila), che superano Imperia in classifica rispetto allo scorso anno (12 mila su 30 mila). Sesta si conferma Roma dove il 38% degli imprenditori viene da fuori Lazio, con 194 mila su 507 mila. Supera il 35% la presenza di imprenditori nati fuori regione anche a Prato, Savona, La Spezia, Bologna e Genova.
In Italia il 38% di chi arriva da fuori regione è straniero, multinazionali incluse, il 62% arriva da altre regioni italiane. In Lombardia il peso degli italiani è del 65%, a Milano del 68%. A Prato il 62% è straniero.

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