La Russia apre le porte ad Irpinia e Sannio. Missione ad Est per imprenditori locali

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Missione russa per imprenditori irpini e sanniti. Si aprono nuove prospettive di sviluppo grazie all’associazione culturale Sannio-Russia (Культурная ассоциация Саннио-Россия) che nasce proprio per contribuire all’incontro tra Oriente e Occidente e in particolare tra la Russia, la grande nazione cristiana dell’Est, e l’Italia posta in posizione cruciale tra il Nord Mitteleuropeo, il Mediterraneo, l’Occidente e l’Oriente.

L’associazione agisce come ente culturale e sociale per promuovere la cooperazione tra imprenditori italiani e russi, l’incontro tra le chiese cristiane di confessione cattolica e ortodossa, per incentivare la conoscenza degli artisti e uomini di cultura italiani in Russia e di quelli russi in Italia. Il Sannio, l’Irpinia ed il Molise, che nella loro storia e nei loro movimenti esprimono la grandezza della civiltà bizantina e della presenza longobarda, sono le sedi propizie per sviluppare questo discorso che si apre all’orizzonte di una Europa unita da Lisbona a Vladivostok.

Si è svolto dall’1 al 10 settembre un viaggio alla scoperta delle nazioni caucasiche, Georgia ed Armenia, e San Pietroburgo. Il lungo viaggio ha visto la partecipazione di dieci persone, tutte membri della società civile ed espressione del mondo dell’imprenditoria e della cultura.

“La prima suggestiva tappa è stata Tbilisi, capitale della Georgia, che ci ha accolto con i suoi palazzi, le sue chiese, le sue tipiche viuzze; sospesa tra Europa e Asia, la capitale georgiana risente delle influenze russe, turche e persiane. Oggetto di visita sono stati: Narikala – l’antica fortezza che domina il fiume Kura, la Cattedrale della Santissima Trinità – nota come Sameba, è la primaria cattedrale ortodossa di Tbilisi, il ponte della Pace; successivamente, poco fuori Tbilisi in direzione Mtskheta: il Monastero di Jvari – monastero ortodosso di Mtskheta, patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1994, la Cattedrale di Svetitskhoveli – nota come il luogo in cui sarebbe stata sepolta la tunica di Gesù Cristo; in direzione Gori: Uplistsikhe – l’antica città scavata nella roccia e il museo statale J. Stalin – città natale del «piccolo padre dei popoli».

Non senza qualche logistica difficoltà ci siamo diretti, superando il confine georgiano-armeno lungo disastrate stradine di montagna, verso la capitale armena Yerevan. La nazione transcaucasia, ricca di storia religiosa, ci affascina con i suoi infiniti monasteri e la composta desolazione del proprio altopiano. Fra queste montagne si respira l’antico, passando dal lago Sevan, conosciuto come mare di Gegham, al Monastero di Sevanavank, dal Khor Virap – monastero ortodosso ai confini con la Turchia, dove è possibile ammirare il monte Ararat, al villaggio di Areni – piccolo borgo dove il tempo si è fermato, degustando l’enogastronomia tipica locale”.

Dichiara il partecipante al viaggio Gaetano Lepore: “Territori come questi sono intrisi di storia e cultura, paesaggi mozzafiato uniti ad un’ottima cucina e buoni vini meritano, in tutta onestà, un influsso turistico maggiore. Questa parte di mondo, così lontana ed apparentemente impenetrabile, ha aumentato la mia voglia di girovagare”.

Terza ed ultima tappa è stata San Pietroburgo, l’antica capitale zarista conosciuta come Pietrogrado, vero centro culturale della Federazione Russa. Fondata nel 1703 da Pietro il Grande, questa città è un’autentica fucina di strutture architettoniche di rilevanza storica-culturale. Prima visita è stata quella del Museo statale Ermitage, situato sul lungoneva del Palazzo d’Inverno, l’edificio che fu residenza degli zar fino all’ottobre del 1917.

“Questo museo, uno dei più visitati al mondo, ci ha ammaliato e stupito con le sue numerosissime collezioni, fra le quali citiamo sinteticamente qualche illustro nome: Caravaggio, Leonardo da Vinci, Raffaello, Francesco Casanova, Jacques-Louis David, Edgar Degas, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Rembrandt, Pieter Paul Rubens e Vincent van Gogh. La chiesa del Salvatore sul Sangue Versato – eretta sul luogo dove venne ucciso lo zar Alessandro II di Russia, la cattedrale di Sant’Isacco – fantastico connubio di arte russa e neoclassica, la Prospettiva Nevskij – strada principale che attraversa tutta la città, la Cattedrale di Kazan’ – capolavoro che si rifà alla basilica di San Pietro, sono solo alcune delle perle che la città federale di San Pietroburgo ci regala.

Vagliata e provata è stata anche la cucina russa: borsch, pelmeni, insalate come la stolichnaja, dolci come i Pirozki, caviale e vodka hanno accompagnato, a pranzo e cena, il pernottamento russo”.

Conclude Alfonso Muscetti, presidente dell’associazione Sannio-Russia: “Emozionanti e toccanti sono stati i tanti momenti esplorativi di questo viaggio. Non meno importante è stato l’aspetto etnografico della spedizione, confrontarsi con la popolazione locale aiuta, in modo efficace, a superare obsoleti pregiudizi; solo la conoscenza diretta abbatte le barriere dell’inettitudine culturale. Della Georgia e dell’Armenia conservo odori e sapori caucasici, ambienti originalmente arcaici. Della città delle notti bianche di Dostoevskij, invece, ho avuto conferma della sua eleganza, della sua memorabile storia. Come Sannio-Russia non ci stancheremo mai di portare in giro per il mondo la nostra parte d’Italia, in un anno di attività sono state visitate, oltre alle già citate nazioni, Ucraina e Polonia”.

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