“Divi” si tinge di nuovo di rosa, Marilena Aufiero alla guida dei Vignaioli Irpini. “Parola d’ordine qualità”

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    Consorzio dei "Diversi Vignaioli Irpini"

    Il territorio in bottiglia è uno dei loro slogan. Un punto di partenza che la dice tutta e che parla di eccellenza, come il vino che producono. Uno dei loro obiettivi è “esportare” il made in Irpinia in tutto il mondo nel nome della qualità. Nato nel maggio del 2011 su “spinta” di Maura Sarno, che ne è stata Presidente per due mandati, il Consorzio dei “Diversi Vignaioli Irpini” (“Divi”), dopo due mandati sotto la guida di Francesco Romano, oggi si tinge di nuovo di rosa con l’elezione a Presidente di Marilena Aufiero di “Cantina Bambinuto”. Vicepresidente è Erminio Spieza della cantina “Stefania Barbot”, mentre Maura Sarno, di “Tenuta Sarno”, è stata nominata segretaria. Il Consorzio ha come scopo la promozione, il sostegno e lo sviluppo di piccole imprese irpine operanti nel settore vitivinicolo per la tutela del vino di qualità.

    Le aziende consorziate sono: Joaquin (Montefalcione), Cantina Guastaferro (Taurasi), Villa Diamante (Montefredane), Luigi Tecce (Paternopoli), Tenuta Sarno 1860 (Candida), Cantina Bambinuto (Santa Paolina), Antico Castello (San Mango sul Calore), Stefania Barbot (Paternopoli), Le Ormere (Altavilla Irpina).

    Tutte le consociate contano numerosi premi e riconoscimenti in guide nazionali ed internazionali. Insieme non superano le 150 mila bottiglie e i 35 ettari vitati, ma la concentrazione qualitativa è molto alta, così come lo sono le quote rosa.

    Nato, come detto, 8 anni fa, è un consorzio di promozione. Cosa diversa quindi di un consorzio di tutela. E le regole per entrarvi sono molto selettive: una produzione che non superi le 100 mila bottiglie per azienda (ma nella realtà sono ben al di sotto) e l’alta qualità certificata dalle maggiori guide nazionali.

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