Venti anni fa “2000economia”, il primo settimanale economico d’Irpinia

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Franco Genzale

Non ricordo, di preciso, che mese fosse. Novembre o dicembre, ma poco importa, perché ricordo perfettamente l’anno. Era il 1999. Esattamente venti anni fa. Diavolo come corre il tempo. Venti anni fa nasceva “2000economia“, il settimanale economico dell’Irpinia. Se la memoria non mi tradisce, l’unico giornale cartaceo irpino mai esistito dedicato prevalentemente all’economia. Lo zio, o il papà, di questo giornale, PiuEconomia. Che splendida impresa e che splendida squadra riuscimmo a mettere su. Parlare di economia, 20 anni fa, in Irpina, era una sfida che sembrava insormontabile ma che, pian piano, riuscimmo a vincere. Anche se non del tutto.

Non è autocelebrazione, ma un esercizio di memoria che potrebbe fare bene. Non potrebbe mai essere autocelebrazione, perché il padre nobile di quel giornale era Franco Genzale, il mio “maestro”, che oggi, però, “rinnega” il suo allievo. Battute a parte, “2000economia” – di cui il sottoscritto era direttore responsabile – è stata una importantissima esperienza giornalistica in provincia di Avellino ed una “palestra” per tanti giovani giornalisti. Come dimenticare che, da quella redazione, sono partiti poi per lidi più prestigiosi – anche grazie agli insegnamenti di Genzale – Andrea Bassi (oggi al Messaggero), Antonella Silvestri (oggi “Tv Sorrisi e Canzoni”), Fiorina Capozzi (oggi “Il Fatto Quotidiano”). Hanno fatto parte della squadra, in tempi diversi, anche Luca Cipriano, Filomena Labruna, Boris Ambrosone, Amedeo Picariello, Tiziana Urciuoli, Raffaella Genzale, Rocki Gialanella, la compianta Ermanna Guacci, Rosangela Morrongiello, Rosy Ampollino, Gianluca Roccasecca, Norberto Vitale, Annalisa Gesa, il compianto Pasquale Pormile, Gianluca Pellecchia, Marco Ingino.

Forse dimentico qualcuno. Chiedo venia. Impossibile dimenticare, però, lo spirito che ha animato quel giornale, l’entusiasmo, le notti insonni soprattutto durante i primi mesi. “2000economia” è stata un’agorà, grazie al settimanale mettemmo insieme, non solo nelle pagine, realtà diverse che dialogavano di più tra di loro anche grazie alla redazione. Forse è stata l’unica esperienza nella quale si andava al di là dei semplici articoli. Gli enti o le associazioni di cui scrivevamo notizie non erano delle semplici “fonti”. C’era un interscambio continuo di idee che, spesso, portava all’organizzazione di convegni, ad approfondimenti, ad iniziative di vario genere. Con un unico obiettivo: valorizzare l’Irpinia, il made in Irpinia. Quel giornale è stato un precursore di un modo di fare giornalismo, teso a riflettere e a far riflettere, teso a mettere in evidenza anche le cose positive della nostra provincia, a dare un “volto” agli imprenditori.

Se PiuEconomia vuole continuare ad esistere con grande forza e abnegazione, è anche per “onorare” quel grande lavoro di 20 anni fa, durato all’incirca un lustro; per onorare quel modo di fare giornalismo e per provare, ancora, a parlare anche bene della provincia di Avellino, dei “suoi” imprenditori e delle sue eccellenze.

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