Le PMI Italiane: scelte di struttura finanziaria che ne determinano sopravvivenza e successo

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L’Italia, terra di cultura e tradizione, basa la sua economia principalmente sulle microimprese, superando di gran lunga la media europea, in cui queste sono pareggiate dalle grandi multinazionali. A cosa è dovuto questa disparità tra il nostro paese e il resto degli stati del vecchio continente? Principalmente alla ricchezza di materie prime e al tradizionalismo di alcuni settori che possono contare ancora nelle competenze trasmesse in maniera generazionale.

La maggior parte delle PMI (piccole e medie imprese) italiane opera nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (l’86% di esse). I settori più sviluppati sono quello alimentare, tessile e della produzione di macchinari ed impianti. La restante percentuale si concentra intorno al settore del turismo.

Eppure, nonostante la ricchezza di materie prime, il primato mondiale in alcuni settori come quello della moda e dell’alimentazione, non è uno scenario fiorente quello delle PMI nostrane, infatti è stato dimostrato che il 20% di esse non riescono a superare il biennio di vita, il 40% non arriva al quinquennio di fatturato.

Dalle indagini ISTAT su questo fenomeno appaiono chiare le ragioni di ciò. In primo luogo rientrano quelle personali. Gli imprenditori di successo sono risultati essere quelli che non si annullano per il proprio lavoro, al contrario invece riescono a ritagliarsi degli spazi per la propria famiglia e gli interessi personali. Non sarà un caso che – in molte altre parti del mondo, Europa compresa – la settimana lavorativa è stata ridotta a quattro giorni, e gli straordinari al limite. Una strategia che molte PMI, anche diventate poi multinazionali, hanno adottato per incentivare i propri dipendenti a fare di più e meglio durante le ore di lavoro, con il compromesso di avere più tempo a disposizione per la vita privata. Una scelta che si è rivelata vincente in aziende come la Microsoft, la quale – mettendo la persona davanti all’essere lavoratore – ha visto crescere il proprio fatturato di oltre il 40%.

Un altro limite alla crescita e all’espansione di queste microimprese è molto spesso la non disponibilità degli imprenditori e/o dipendenti di non fare trasferte all’estero. Di quelle che sopravvivono al lustro di vita gran parte operano nel mercato delle esportazioni. La conoscenza della lingua inglese rappresenta ancora un problema per molte realtà locali, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, che nella classifica europea delle PMI, detiene il cucchiaio di legno per fatturato e produttività. Tuttora infatti, circa il 42% delle imprese italiane opera in un solo mercato, quello nazionale, solo il 10% investe in due mercati, il locale e a scelta di uno o più paesi esteri, facendo arrivare a malapena al 3% il loro peso economico sull’export totale italiano.

Veniamo adesso al secondo limite riscontrato dagli analisti, il peso della burocrazia e la registrazione di tutti gli aspetti contabili inerenti all’azienda. Le società che hanno superato la crisi del quinto anno, aumentando i loro traffici, produzioni e fatturato, si sono affidati a dei professionisti a cui hanno demandato l’intero aspetto contabile. Negli ultimi anni la tecnologia altresì è venuta in soccorso a questi piccoli imprenditori con il supporto di software gestionale di fatturazione, come questo di Fatture in Cloud, che riescono a far monitorare la situazione finanziaria in ogni momento, direttamente dal proprio device.

La realtà che ha lanciato questa piattaforma nasce come una piccola startup italiana nel 2014 a cui sin da subito si sono aggrappate ulteriori startup e piccoli imprenditori, fino a farla diventare un supporto reale e concreto per 350000 imprenditori e 400000 commercialisti. Conoscendo le difficoltà dei possessori di partita IVA, soprattutto nel regime forfettario, Fatture in Cloud è proprio a loro che apre le porte pronto a supportarli, spalleggiando così anche il Made in Italy e la sua protezione.

Nasce così la promo FIC la quale prevede l’apertura e il mantenimento gratuito per dodici mesi di un account sulla piattaforma, potendo ricorrere a tutti i servizi migliori che il software mette a disposizione per un valore totale di più di 200€ + IVA l’anno. Fra questi servizi spiccano in particolare la possibilità di creare fatture e preventivi in un attimo: fuori ufficio o dal cliente è possibile creare al volo un preventivo o una fattura in modo semplice e veloce. Inviare solleciti di pagamento anche automatici ai clienti smemorati. I moduli sono già precompilati, bisogna solo pianificare l’invio scegliendo l’inoltro il giorno della scadenza, prima o dopo di essa in libertà. Scadenziario: FIC ricorda in automatico quando stanno per scadere i pagamenti in entrata e uscita, i moduli F24 e le scadenze personalizzate; avere un collegamento diretto con il commercialista, dandogli accesso all’account così da risparmiare molto tempo ed evitare errori.

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