Prosciutto di San Daniele DOP: esportazioni in crescita nel 2019

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Crescita dell’1,8% delle esportazioni: dati positivi per il Consorzio Prosciutto di San Daniele DOP. Il 2019 conferma il successo del brand anche nei mercati esteri

Il Prosciutto di San Daniele continua ad essere uno dei prodotti italiani d’eccellenza più apprezzati al mondo, sia nei paesi UE che extra UE. Il dato complessivo delle esportazioni per l’anno 2019 conferma le impressioni del primo semestre quando sembrava già assolutamente evidente che il trend si sarebbe confermato anche nei mesi successivi. I numeri, del resto, parlano chiaro: il percorso di crescita del Consorzio Prosciutto di San Daniele conferme le attese, per fatturato, per esportazioni e per valore della produzione.

Nel 2019 il Consorzio ha esportato 4.200.000 Kg di prodotto; in cima all’elenco dei paesi importatori c’è la Francia in cui il Prosciutto di San Daniele domina il 27% del mercato. Seguono gli Stati Uniti con il 19%, la Germania con il 13% e l’Australia con il 10%. A seguire, ma con quote di mercato che non raggiungono la doppia cifra, troviamo Belgio, Svizzera, Austria, Regno Unito, Giappone, Canada, Olanda, Lussemburgo e Messico. Il trend positivo è confermato anche dai dati delle importazioni dai paesi extra-UE che si attestano sul 45% (stabilizzato rispetto al 2018 ma in netta crescita rispetto agli anni precedenti).

Prosciutto di San Daniele, i dati del successo

31 aziende localizzate a San Daniele del Friuli. 54 macelli che lavorano le carni provenienti da 3851 allevamenti per un totale di 2.600.000 cosce nel solo 2019. Esportazioni al 18% con una crescita in linea con quanto verificato già nel primo semestre dell’anno pari a +1,8%. Fatturato totale derivante da produzione e distribuzione pari a 310 milioni di euro con un +1,4% in volume e + 1,6% in valore nelle vendite.

Questi i numeri principali del successo conseguito dal Consorzio Prosciutto di San Daniele per il 2019, numeri in crescita anche grazie agli accordi di libero scambio con i paesi extra-UE. Fondamentale il ruolo del CETA, l’accordo di libero scambio che consente al Prosciutto San Daniele l’accesso al mercato canadese e il JAFTA, fondamentale nella regolazione dei rapporti con il mercato nipponico.

Alla base di entrambi la lotta, serrata, alla contraffazione di un marchio, simbolo dell’eccellenza nella produzione di qualità nel settore agroalimentare italiano, ormai ampiamente riconosciuto in gran parte dei paesi sia intra che extracomunitari. Appare evidente, anche considerando i numeri, quanto il brand del Prosciutto di San Daniele costituisca ormai sinonimo di qualità agli occhi dei consumatori nonché garanzia nel rispetto di standard elevati nell’intero processo produttivo.

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