Insieme per le donne, diamo un bel calcio in culo anche all’endometriosi: Avellino c’è

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Tutti insieme, anche se a distanza, diamo un calcio in culo ad un’altra malattia subdola, anch’essa poco conosciuta, ma insidiosa, troppo. Oltre al Covid-19, è tempo di impegnarsi, di impegnarci, contro tante altre brutte patologie. Una di queste è l’endometriosi, una malattia cronica invalidante tipicamente femminile, dalle cause e dalla cura, allo stato attuale, ancora sconosciute.

Una brutta patologia che nasce nel momento in cui il tessuto interno dell’utero – denominato endometrio – si posiziona fuori rispetto alla sua sede naturale andandosi ad insinuare prima negli organi circostanti (tube, ovaie), poi quelli più lontani (intestino, ureteri, legamenti utero-sacrali, nervi, polmoni, fegato, diaframma), dando origine a cisti, noduli e placche di aderenze che possono portare anche a lesioni irreversibili degli organi interessati e all’asportazione degli stessi.

Si stima che le donne affette da endometriosi siano circa una su dieci, oltre 3 milioni in Italia e più di 175 milioni nel mondo. Attualmente, non essendo chiaro il motivo che sta all’origine della malattia, non si conosce una cura. Ecco perché la sola arma a disposizione per le donne affette dall’endometriosi, oltre alla menopausa farmacologica indotta, risulta essere la prevenzione. Purtroppo l’endometriosi è una malattia ancora troppo sottovalutata, molto spesso ignorata, caratterizzata da un ritardo diagnostico importante – in media di 8 anni – ritardo che favorisce l’avanzare indisturbato della malattia e una maggiore diffusione nel corpo della donna affetta. Favorire una diagnosi precoce permette di limitare i danni che la stessa procura alle donne che ne sono affette.

Questo antipatico mese di marzo appena trascorso, è stato il mese della consapevolezza sull’endometriosi. Il Comune di Avellino, come tanti altri, ha deciso di aderire alla call to action “Facciamo luce sull’endometriosi”, lanciata dal Team Italy della Worldwide EndoMarch, illuminando di giallo un monumento simbolo della città, la Fontana di Bellerofonte.

«Lavoriamo sull’informazione e sulla sensibilizzazione affinché ci sia maggiore conoscenza e consapevolezza rispetto alla malattia» spiega il Team Italy della Worldwide EndoMarch. «A causa dell’emergenza sanitaria che si è venuta a creare nel nostro Paese per il Covid-19 abbiamo deciso di rimandare la marcia già fissata per sabato 28 marzo a Roma. La camminata pacifica è organizzata ogni anno in oltre 55 capitali del mondo. Una giornata informativa durante la quale le donne, indossando una maglietta gialla – colore simbolo associato alla malattia -, sfilano per le strade delle capitali promuovendo la conoscenza della patologia e rivendicando maggiori diritti».

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