Affitti delle case: Avellino la provincia più economica

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    Sud in testa
    Case di proprietà per gli italiani

    I prezzi delle case in affitto in Italia sono aumentati del 14,9% nel corso del 2020, a una media di 10,9 euro mensili. In compenso, nell’ultimo trimestre, i prezzi mostrano una riduzione dello 0,5%, stando all’indice sui prezzi delle abitazioni di Idealista. In un anno caratterizzato dal rallentamento della domanda di case in affitto, con un significativo aumento dello stock disponibile per la locazione dovuto al blocco causato dal confinamento, i prezzi hanno segnato una fiammata per poi accusare una forte frenata in corrispondenza con la seconda ondata dell’emergenza, più clamorosa nei mercati più dinamici, mentre i mercati “periferici” hanno risentito poco o nulla della contingenza pandemica.

    Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’ufficio studi di Idealista “i prezzi delle locazioni hanno registrato un incremento in parte dovuto all’immissione sul mercato di un prodotto tradizionalmente destinato all’affitto turistico. Si tratta di abitazioni di piccole dimensioni con un prezzo unitario più alto per via della loro ubicazione, spesso in aree centrali delle città. Nella seconda ondata della pandemia si assiste però, proprio a partire dalle città dove la rotazione delle locazioni era più elevata, a una tendenza alla flessione dei prezzi, come evidenziano i cali di Venezia (-9,6% su base annua), seguita da Firenze (-7,9%) e Milano (-6,4%). Nonostante la difficoltà di fare previsioni in mercati così volatili, è probabile che la tendenza all’adeguamento dei prezzi al nuovo ciclo economico continui e si estenda anche agli altriprincipali capoluoghi fino a quando l’offerta abitativa non sarà riassorbita”.

    Il trend positivo dei prezzi delle locazioni investe quasi tutte le regioni italiane ad eccezione di Molise (-1,8%), Basilicata (-6,2%) e Calabria (-6,8%). All’opposto le richieste dei proprietari sono aumentate fino a raggiungere l’incremento record del 22,8% in Campania nell’anno appena trascorso. Alle spalle della regione del Sud, le variazioni maggiori spettano a Lombardia (9,7%), Lazio (9%) e Toscana (8,7%). La Lombardia (14,8 euro/mq) si segnala per gli affitti più elevati, seguita da Lazio (12,4 euro/mq), Toscana (12 euro/mq), Trentino-Alto Adige (11,4 euro/mq) e Valle d’Aosta (11 euro/mq). Tutte le altre regioni si attestano su valori inferiori alla media nazionale, dai 10,7 dell’Emilia-Romagna, a ridursi fino ai 5,3 euro della Calabria, la regione più economica davanti al Molise (5,4 euro/mq).

    L’andamento crescente dei prezzi si è riflesso in 82 delle 106 macroaree provinciali analizzate, comprese tra il 25,1% di Napoli e lo 0,2% di Ragusa. Dall’altro lato, i ribassi nelle restanti 24 province vanno dai meno 0,3 punti percentuali di Trieste, fino ai cali a due cifre di Nuoro (-11,9%), Taranto (-12,2%) e Catanzaro (-12,9%). Milano (17,5 euro/mq) si conferma la provincia con gli affitti più cari d’Italia davanti a Ravenna (14,8 euro/mq) e Lucca (14,1 euro/mq).

    All’opposto, le province più economiche dove affittare casa sono Caltanissetta e Avellino con 4,7 euro al metro quadro d’affitto, seguite da Catanzaro ed Enna, rispettivamente con 4,5 e 4,3 euro al mese.

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